Sei in Archivio bozze

COLORNO

Violenze alla materna, il giudice: «In classe un clima di terrore»

25 maggio 2018, 07:03

GEORGIA AZZALI

Le urla. Rimbombano tra le pareti della materna ed esplodono nei video registrati dalle telecamere piazzate dai carabinieri. Era il modo di impartire gli «ordini» nella scuola dell'infanzia di Colorno da parte delle due maestre finite ai domiciliari, Anna Pierina Smaldone e Giuseppa Genovese, accusate di maltrattamenti continuati e aggravati. Poco meno di un mese di intercettazioni audio e video per fotografare una lunga serie di soprusi. Ne è convinto il pm Daniela Nunno, ma non ha dubbi nemmeno il giudice per le indagini preliminari, Alessandro Conti, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare. «In particolare - scrive il gip - è emerso che le insegnanti maltrattavano i propri alunni attraverso violenze di tipo fisico e psicologico, instaurando nella classe un vero e proprio clima di terrore e di soggezione nei piccoli, sottoposti a quotidiani atti di vessazione».

Anna Pierina Smaldone, 46 anni, è la prima a finire nel mirino. La mamma che il 23 marzo scorso si rivolge ai carabinieri di Colorno parla di una maestra della scuola che le avrebbe consigliato di andare a prendere la figlia alle 13 per risparmiarle il riposino pomeridiano. Tutti i bimbi, infatti, dormono nella stessa stanza, e a turno le insegnanti si occupano dei piccoli. E quel giorno, in particolare, c'è Anna Pierina Smaldone in servizio, quella che avrebbe avuto «degli atteggiamenti sbagliati con dei bambini», riferisce quella maestra alla madre che per prima si rivolge ai carabinieri. Ma c'è soprattutto un'altra operatrice della scuola che sempre il 23 marzo varca il portone della caserma e racconta: «Ho visto in più occasioni la maestra Smaldone che urlava senza contegno nei confronti dei bambini terrorizzandoli».

Una mamma e un'operatrice della scuola: sono le due segnalazioni che poi danno il via alle intercettazioni. Telecamere e microfoni che riprendono Anna Pierina Smaldone, ma anche Giuseppa Genovese, 58 anni, sebbene gli episodi contestati a quest'ultima siano meno numerosi. Ma la trama di quel mese è un distillato di vessazioni: insulti, mortificazioni e anche violenze fisiche. «Cammina bene, no come l'handicappato», urla una delle due maestre a un bambino. E ancora: «Cammina, va, befana», si sente dire a una piccola alunna disabile. Poi, quelle segregazioni in una stanza chiusa: un bambino è rimasto dentro per quasi due ore tra quelle quattro mura. Era il modo di mettere in punizione i bambini «senza possibilità di uscire o addirittura di assumere una posizione diversa da quella ordinata dalla maestra - spiega il gip nell'ordinanza -, o facendoli mangiare isolati dagli altri bambini (in un caso addirittura persino non vicino al tavolo insieme ai compagni, ma con il solo piatto in mano "come un animale"), o impedendo loro di andare in bagno per espletare i bisogni fisiologici». Sequestri di persona, secondo il pm, che ha iscritto nel registro degli indagati le due maestre anche per questo reato, che però il gip non ha ritenuto sussistente, perché quelle punizioni possono comunque essere «incluse» nei maltrattamenti.

E i colleghi? C'era chi se ne era accorto, come l'operatrice che si presenta dai carabinieri o una bidella che aveva ripreso la Smaldone per le sue urla continue, ma è anche vero che le due maestre quando «si trovavano in presenza di persone estranee, quali i genitori o le maestre delle altre sezioni - sottolinea il gip - cambiavano vistosamente atteggiamento, evidentemente per non destare sospetti».

Davanti a quei bambini, a volte solo un po' più capricciosi del solito, non c'era nulla che potesse placare la loro collera. Tanto che la violenza, secondo il giudice, era diventata ordinaria, «l'unica modalità di interrelazione adottata» nei rapporti con i piccoli. Spaventati dalle «maestre cattive che urlavano».

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal