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CALCIO

Parma in A, l'abbraccio di Ppc

26 maggio 2018, 07:00

VITTORIO ROTOLO

NOCETO Ad una settimana esatta dall’apoteosi vissuta a La Spezia, nella magica notte che ha sancito il ritorno dei crociati in serie A, a soli tre anni di distanza dal fallimento del vecchio club, mister Roberto D’Aversa ed i giocatori hanno ricevuto, al DownUnder di Noceto, l’abbraccio dei soci di Parma Partecipazioni Calcistiche Spa. Si nutre di un significato profondo, questa serata speciale. Semplicemente perché Ppc, primo esempio nel nostro Paese di azionariato diffuso applicato ad una società calcistica, è stata la prima a credere nella rinascita del Parma Calcio 1913.

«Quando il progetto, avviato dalla cordata di imprenditori locali guidata da Marco Ferrari, era ancora nella sua fase embrionale, noi c’eravamo già. Pronti a garantire un sostegno morale, prima ancora che un contributo economico. Siamo partiti non dalla D, ma dalla serie Z» ricorda Corrado Cavazzini, presidente di Ppc, accanto agli altri componenti del consiglio direttivo. Nel rispondere alle domande del giornalista della Gazzetta di Parma Sandro Piovani e di Francesca Mercadanti, che hanno condotto la serata, Cavazzini appare visibilmente emozionato. «Riportare il Parma dove meritava, per il suo blasone e la passione della piazza: era il sogno che ciascuno di noi custodiva nel proprio cuore, all’inizio di questa avventura. Tre anni dopo, possiamo dire di avercela fatta. Remando tutti nella stessa direzione, da grande squadra. Il futuro di Ppc? Lo vedo roseo: abbiamo più di 700 soci ed altri se ne stanno aggiungendo».

In prima fila siedono l’amministratore delegato del Parma Calcio, Luca Carra, i consiglieri Giacomo Malmesi e Pietro Pizzarotti, il direttore sportivo Daniele Faggiano, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ed il vice Marco Bosi. «Alla prima giornata vorrei trovare la Juve, come nel 1990. Ma stavolta con un finale diverso…» si lascia sfuggire Malmesi. D’Aversa è il condottiero di un collettivo meraviglioso. Il pubblico non gli ha risparmiato critiche, è vero. Lui però ha continuato a lavorare, centrando la seconda promozione in diciassette mesi di permanenza sulla panchina del Parma. Un record. «La soddisfazione personale è grande – dice il tecnico – ma ho avuto anche la fortuna di trovare a Parma una società che mi ha messo a disposizione un parco giocatori all’altezza. La serie A? Non mi spaventa. Troveremo avversarie brave tecnicamente e giocatori dotati fisicamente. La differenza la faranno le motivazioni». Sul mercato, D’Aversa taglia corto. «Il direttore sa cosa fare, sono tranquillo». C’è spazio per due riconoscimenti speciali, consegnati rispettivamente a Paolo Piva, tifoso presente a 124 partite consecutive dalla serie D ad oggi, ed a Lasse, sostenitore crociato giunto dalla Danimarca. Il taglio della torta, con capitan Lucarelli acclamatissimo, suggella una serata indimenticabile. Il Parma è tornato.

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