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Violenze alla materna

Una mamma: «In un video ho visto mio figlio maltrattato»

26 maggio 2018, 07:02

Cristian Calestani

«In quel video riconosco mio figlio. Viene strattonato e spinto con tutta la forza sulla sedia. Cerca la mamma, ma io non posso esserci in quel momento per difenderlo». A parlare, in lacrime, è Anila Abazay, una delle mamme della sezione piedini arancioni durante il collegamento in diretta da Colorno della trasmissione «Pomeriggio cinque» di Barbara D’Urso, andata in onda ieri su Canale 5. Con lei altre cinque mamme – che però non hanno figli nella sezione in cui insegnavano le due maestre finite agli arresti domiciliari –, che raccontano all’inviata Cristina Battista altre storie di presunti maltrattamenti all’interno della scuola, accaduti secondo le loro testimonianze anche in passato.

«Pensavo di aver lasciato il mio piccolo in mani sicure – racconta Anila –. Con quelle maestre che mi dicevano sempre di stare tranquilla, di non essere agitata, di non essere ansiosa per il mio bimbo. E invece nelle immagini delle telecamere, fatte installare dai carabinieri, vedo il mio piccolo maltrattato e la maestra che si rivolge a lui in malo modo, anche con parolacce. Lo vedo terrorizzato. Alle maestre chiedo perché si sono permesse di fare tutto questo. Ho sempre riposto tutta la mia fiducia nella scuola, ma ora non più. Non è giusto tutto quello che è accaduto. Mio figlio non meritava questo trattamento».

A prendere la parola è poi stata Mirella Domi: «In diretta oggi avrebbero dovuto esserci tutte le mamme della sezione dei piedini arancioni e invece hanno preferito partecipare alla festa della scuola in piazza. Ma che senso ha festeggiare dopo quello che è successo? Qui si sarebbe dovuta organizzare una grande protesta per i diritti dei bimbi che sono maltrattati. Anche mia figlia quattro anni fa era seguita da una delle maestre oggi arrestate. La mia bimba non voleva mai andare alla materna, aveva sempre paura, mi chiedeva quale maestra ci fosse. Poi, quando ha iniziato ad andare alle elementari, ha trovato una maestra splendida e ha superato quella paura. Ora spero che venga fatta giustizia e che le due maestre arrestate paghino pesantemente».

Quindi la testimonianza di Jessica Spagna: «Mio figlio, iscritto in un’altra sezione, è probabilmente venuto a contatto con le due maestre arrestate perché in alcuni momenti, probabilmente durante delle supplenze, mi ha raccontato di essere stato picchiato e preso per i capelli. Ora chiedo che vengano installate le telecamere in tutte le scuole». Tra le intervistate anche Sabrina Avella: «Da piccola vent’anni fa anch'io venivo chiusa nello sgabuzzino, anche per un’ora, in questa scuola perché non riuscivo a dormire». Da parte delle due maestre ai domiciliari nessun commento. Sono state raggiunte entrambe nelle loro abitazioni, ma hanno deciso di non rilasciare dichiarazioni.

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