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Traversetolo

Raid alla Sandrini Legnami. «E' il dodicesimo, non ne possiamo più»

27 maggio 2018, 07:00

BIANCA MARIA SARTI

TRAVERSETOLO Non c'è tregua per i fratelli Sandrini che venerdì notte hanno toccato il record del dodicesimo furto subito in 18 anni, ovvero da quando la ditta «Sandrini Legnami», nel 2000, si è trasferita in via Traversetolo in prossimità delle curve del Masdone.

Appena un anno dopo l'inaugurazione della nuova sede avevano già subito il primo furto, uno shock impossibile da dimenticare. Da allora, con grottesca sistematicità, i ladri hanno continuato a fare visita alla Sandrini Legnami, spesso fuggendo a mani vuote e lasciandosi alle spalle migliaia di euro di danni.

Anche questa volta è andata così. «Intorno all'una e mezza di notte è scattato l'allarme – raccontano i titolari – ci siamo precipitati in azienda, essendo venerdì c'era ancora tanta gente in giro. In pochi minuti siamo arrivati e abbiamo notato le luci accese negli uffici. Il cancello automatico era legato con un filo d'acciaio e la centralina rotta, così non siamo potuti entrare in auto. Abbiamo chiesto aiuto, poco dopo sono arrivati i carabinieri».

L'azienda era devastata. Con un muletto sollevatore che si trovava in cortile i ladri, probabilmente due o tre persone, hanno divelto le inferriate della finestra dell'ufficio, poi l'hanno rotta e hanno frugato ovunque, trovando solo poca moneta in cassa.

Hanno puntato al magazzino: per raggiungerlo hanno fracassato i due finestrini dei bagni, molto piccoli, e hanno forzato una porta; ma le attrezzature, tutte molto pesanti, sono rimaste al loro posto. «Non teniamo nulla di valore negli uffici, - spiegano i titolari – ma hanno frugato ovunque, mettendo sotto sopra tutto, persino gli armadietti dei dipendenti. Oltre al caos, restano da sistemare le tre finestre, una porta e il cancello dell'ingresso».

L'azienda era nata nel ‘45 come segheria e commercio legnami per poi crescere fino ad arrivare, oggi, a proporre servizi completi di progettazione, fornitura e posa di strutture in legno. Negli ultimi 15 anni, però, i titolari hanno dovuto investire continuamente in strumenti di prevenzione: inferriate, allarmi, porte blindate e assicurazioni, sempre più costose. Una corsa senza sosta per difendersi dai furti. «Non è giusto – commentano con amarezza – non ne possiamo più di svegliarci di notte e rivivere le stesse scene. Questo è il dodicesimo raid, li abbiamo contati. Ogni volta è un insulto».

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