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Soragna

Premiato il culatello supremo

28 maggio 2018, 07:00

MICHELE DEROMA

SORAGNA È stato un compito arduo, quest'anno, quello dell'Eccellente Arcisodalizio del Gran Culatello. Sulle tavole allestite tra gli affreschi della splendida sala del Baglione, nella rocca Meli Lupi di Soragna, «sono stati presentati culatelli di ottima qualità, come raramente era successo in passato», ha ammesso il Gran Maestro Diofebo Meli Lupi, padrone di casa della «tenzone per la ricerca del culatello supremo», di cui si è tenuta ieri sera la trentasettesima edizione.

È toccato ai 50 membri dell'Eccellente Arcisodalizio del Gran Culatello, una vera e propria confraternita - di cui fanno ora parte anche Ferdinando Parente, Franco Zanardi e Franco Venturi, che hanno ricevuto proprio ieri l'investitura - l'invidiabile compito di eleggere il Culatello supremo dell'annata 2017, il migliore tra i dieci presentati nella tenzone. Dopo ciascuna portata e l'assaggio, il rispettivo culatello - identificato soltanto da un numero - è stato sottoposto ad un'accurata pagella composta da quattro giudizi: l'aspetto, la delicatezza, la fragranza e la persistenza di sapore al palato.

Ad aggiudicarsi il titolo di Culatello supremo della scorsa annata è stato un «re dei salumi» presentato da una donna di Gramignazzo di Sissa, Patrizia Micconi, che ha ricevuto per la prima volta il riconoscimento più ambito, dopo cinque titoli di gran culatello assegnati negli anni scorsi ai suoi prodotti. Un titolo, quello di Gran culatello, assegnato invece al «re dei salumi» più votato dagli ospiti presenti in rocca, circa un centinaio, e andato quest'anno al giovane soragnese Nicola Pezzani, al terzo riconoscimento personale nell'annuale tenzone. Valerio Dall'Asta ha infine ricevuto il premio come Norcino dell'anno.

Ma il culatello supremo tra tutti, e del quale non potrebbe mai esistere uno migliore? «No, quello non si può trovare. Altrimenti non avremmo più l'occasione di organizzare questa tenzone e la storia dell'Arcisodalizio si concluderebbe», ha ammesso Meli Lupi. Lo suggerisce anche l'espressione sul logo della confraternita, «Quaesivi et nondum inveni», ho cercato ma non l'ho mai trovato. E allora la ricerca del culatello supremo può proseguire. Al grido lanciato da Diofebo Meli Lupi in apertura di tenzone: «Viva il culatello, il gioiello della nostra Bassa».

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