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Carabinieri

Sempre più anziani truffati: come difendersi

28 maggio 2018, 07:00

PIERLUIGI DALLAPINA

Il truffatore di mestiere non ha il volto del tagliagole. Al contrario, è distinto, sicuro di sé, estremamente gentile e con una spiccata abilità oratoria che gli permette di sciorinare termini forbiti al solo scopo di confondere, anzi stordire, la vittima designata. Che il più delle volte è una persona sola, meglio se anziana.

I suoi imbrogli evolvono con la pratica, diventano più insidiosi e subdoli, perché ultimamente vanno a colpire la sfera emotiva delle persone.

«Pronto signora, siamo l'ospedale. Suo figlio ha avuto un incidente, dobbiamo operarlo d'urgenza e serve il pagamento di una certa somma. Mandiamo subito un incaricato a casa sua a prelevare il denaro». Questo è lo stratagemma usato sempre più spesso per atterrire e poi raggirare il malcapitato di turno, a cui vengono detti con esattezza il nome del figlio e anche il tragitto di strada che stava percorrendo per recarsi al lavoro o per rincasare.

«Nessun ente statale è autorizzato a riscuotere soldi a casa vostra. Anche la semplice multa si va a pagare in posta», esordisce il luogotenente Salvatore Ingrao, comandante della stazione dei carabinieri di Parma, nelle prime battute del convegno contro le truffe organizzato venerdì dalla Cna pensionati, nella sede della confederazione, in via La Spezia.

Davanti ad una platea di anziani, il consiglio ripetuto molte volte dai militari dell'Arma è uno solo: prudenza. Serve prudenza infatti per evitare di firmare un contratto che prospetta grandi risparmi per quanto riguarda le forniture di luce, acqua e gas, o un documento che ci dà diritto ad un prestito estremamente vantaggioso, proprio nel momento in cui le finanze familiari necessitano di un aiuto economico.

«Dovete adottare l'atteggiamento degli imprenditori e cioè prendete tempo. A chi vi piazza davanti agli occhi un qualsiasi contratto rispondete che avete bisogno di leggerlo con calma, che dovete riflettere e magari chiedere il consiglio ad una persona di fiducia. Non precipitatevi a firmare, anche se il promotore si fa avanti con metodi gentili», suggerisce Ingrao.

La gentilezza è la strategia adottata dai truffatori per scardinare la naturale diffidenza e per suscitare una sorta di senso di colpa nella vittima che, pur di non sembrare maleducata, sarà più propensa ad ascoltare il fiume di parole ipnotizzanti di chi ha di fronte. «E' sempre meglio essere scortesi che truffati», suggerisce Ingrao.

Tracciare un identikit del truffatore tipo è difficile, perché queste persone sono dei camaleonti, anche se esistono figure professionali adottate più spesso come «travestimenti». Quando il truffatore porta a segno il suo progetto di raggiro di persona solitamente si presenta come tecnico dell'elettricità, del gas, dell'acqua o della caldaia, che con la scusa di dover verificare l'impianto - a cui è stato diagnosticato un presunto malfunzionamento - pretende di introdursi all'interno dell'abitazione. Per risultare ancora più convincente, il falso tecnico dice di essere stato mandato da un conoscente o da un vicino della vittima.

Quelli che telefonano pretendendo il pagamento di denaro per la liberazione di un familiare trattenuto in caserma o in questura, si spacciano per poliziotti o carabinieri, ma è giusto ricordare che «le forze dell'ordine non sequestrano i cittadini per poi rilasciarli dopo il pagamento di una sorta di riscatto», puntualizza Ingrao. C'è anche chi telefona alla vittima dicendo di essere un infermiere incaricato di raccogliere la somma necessaria per operare d'urgenza un familiare vittima di un incidente che, in realtà, non si è mai verificato.

«La vittima più vulnerabile è l'anziano isolato, è colui che si chiude in se stesso, che non parla con gli altri e che per questo non sa cosa accade nel mondo», fa notare il luogotenente, suggerendo a tutti di mantenere sempre l'attenzione vigile.

«I consigli dei carabinieri ci aiutano a capire se chi abbiamo di fronte può essere una persona onesta o meno», afferma Domenico Capitelli, segretario della Cna, mentre Carmen Cantarelli, presidente della Cna pensionati ricorda che «le truffe sono un reato odioso, in quanto la vittima viene presa spesso dal senso di colpa». Soprattutto se si tratta di un anziano.

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