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San Secondo

Parchi vietati ai cani: Enpa e Pd contro il Comune

29 maggio 2018, 07:01

SAN SECONDO - «Non approvate quell'ordinanza», ovvero il provvedimento che vieta l'accesso ai cani in sette parchi di San Secondo e il transito nelle vie del paese durante feste e manifestazioni in cui vi sia consumo di alimenti. L'appello al Comune del paese della Bassa, dove il sindaco Antonio Dodi ha annunciato di voler emanare l'ordinanza, arriva da Angela Pia Mori Gialdi, presidente della sezione di Parma dell'Enpa (l'Ente nazionale protezione animali). E fa seguito al coro di proteste che si è sollevato all'indomani della decisione del primo cittadino di emanare il provvedimento, proteste che sono già sfociate nei giorni scorsi in una manifestazione nel parco di fronte alla Rocca (uno di quelli che dovrebbero essere interdetti agli animali), con cittadini e cani al seguito.

«Se in ogni organizzazione sociale è giusto che vi siano divieti che tutelino la pluralità delle persone – osserva la Gialdi –, questi escogitati all'improvviso dal Comune di San Secondo, oltre che anacronistici, sembrano veramente sproporzionati rispetto al luogo e alla vita di una piccola comunità».

Al Comune l'Enpa contesta di non aver preventivamente sentito il parere dei cittadini, e in particolare dei proprietari di cani, che sono scesi in piazza per protestare contro l'annunciato provvedimento. «A quella manifestazione aveva aderito anche Enpa e non già per una forma di protesta assunta a priori, ma per ascoltare quei cittadini», spiega la Gialdi. Che rimarca: «L'Enpa li ha invece ascoltati».

L'associazione pone poi una serie di domande all'amministrazione sansecondina: «Che cosa può rispondere agli anziani, alle mamme con bambini che non hanno lo spazio privato per fare uscire i propri cani? Di portare le proprie bestiole nei campi della campagna come suggerisce il sindaco Dodi? In proprietà private? Quando l'erba è alta? Con il rischio di essere sanzionati perché zone Atc? Di ritrovarsi addosso delle poco simpatiche zecche? Di transitare sulle strade periferiche a rischio della propria incolumità? E durante le feste in cui per le strade del paese è fatto divieto di transitare col proprio cane, reo di essere un pericolo per la salute pubblica, i residenti che non dispongono di un giardino privato dovranno farlo defecare e urinare in casa?».

La Gialdi ricorda anche quello che definisce «il ruolo socializzante delle passeggiate con il cane: una carezza, una parola, un sorriso anche tra persone che non si conoscono fa superare l'introspezione, agevola i rapporti, crea momenti si serenità che giovano non solo alla sfera psichica, ma anche fisiologica di quanti si incontrano nel corso di una passeggiata anche breve. Un giovamento non solo individuale, ma anche sociale di cui beneficia indirettamente la comunità»

Per questi l'Enpa ha inviato al sindaco e al consiglio comunale di San Secondo una serie di richieste in alternativa all'emissione di un'ordinanza di divieti: «Dall'incontro con i proprietari dei cani, in cui Enpa si offre come elemento di mediazione, a un corso di formazione e informazione rivolto a tutti gli abitanti del comune, che Enpa è in grado di organizzare».

L'INTERVENTO DEL PD

Sulla vicenda interviene anche il Pd di San Secondo, dopo la recente manifestazione promossa da Massimiliano Alari, vicesegretario del circolo Pd del paese. La segretaria Giulia Zucchi precisa che «è vero che l'iniziativa di lunedì scorso è stata organizzata da uno dei vicesegretari del circolo Pd assieme ad altri proprietari di cani, tuttavia la manifestazione è stata assolutamente apolitica, non erano presenti né bandiere né simboli partitici, ma solo un gruppo di liberi cittadini con i loro amici a quattro zampe, sostenuti da Enpa e Oipa».

Quanto all'ordinanza, la Zucchi osserva: «Riteniamo si tratti di un provvedimento anacronistico: ormai i cani sono accettati praticamente dappertutto, sono i benvenuti nei ristoranti, negli alberghi, negli esercizi commerciali e persino in alcuni ospedali. Ci sembra un paradosso che non possano transitare nelle aree verdi del paese. Certamente la questione poteva essere risolta in un altro modo, senza bisogno di adottare un provvedimento così restrittivo».

E muove una critica al sindaco, contestandogli che il problema non sono i cani nelle aree verdi, quanto piuttosto lo stato in cui quelle aree versano. «Le aree verdi di San Secondo – sostiene – sono tenute in maniera indecorosa. Invitiamo l'amministrazione ad affrontare il problema fino in fondo e se il sindaco non vorrà riconsiderare il divieto per i cani, provveda perlomeno alla manutenzione dei parchi, assicurandosi che l'erba venga sfalciata regolarmente, che i giochi rotti vengano sostituiti e che sia fatta un'adeguata disinfestazione». P.P.

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