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PARMA, IO CI STO!

Camera di San Paolo, enigmi svelati

30 maggio 2018, 07:00

Erudizione trascinante e appassionata: nel presentare il proprio ultimo saggio «Come in un rebus: Correggio e la Camera di San Paolo» (Leo Olschki editore), Elisabetta Fadda, professore associato di storia dell'arte moderna nel nostro ateneo, ha suggestivamente condotto l'uditorio, ieri nella stessa meravigliosa Camera, attraverso i secoli dal Rinascimento all'età napoleonica, giungendo, lungo le successive epoche, fino ai giorni nostri. Alle sue spalle, e a insigne sfondo di cotanto eloquio, proiezioni di capolavori correggeschi e non solo.

Tema principale del libro, gli aspetti enigmatici che caratterizzano le splendide sale dell'ex convento: motti in greco e latino nonché varie raffigurazioni allegoriche. Il volume è stato presentato dall'associazione «Parma, io ci sto!» in collaborazione con il Polo museale Emilia Romagna.

«Il libro di Elisabetta Fadda - ha dichiarato l'assessore alla Cultura Michele Guerra - rappresenta la terza delle azioni promosse da ''Parma, io ci sto!'' per valorizzare il monastero di San Paolo. E' stato preceduto dal progetto di illuminazione con tecnologia led e, in seguito, dal cortometraggio d'autore ''L'ultima notte'' per la regia di Irish Braschi. Tutto questo rientra in un momento di particolare fortuna per Parma, a partire dalla nomina a capitale della cultura: è un treno sul quale salire per il rilancio generale della città».

Stessa convinzione anche da parte dell'imprenditore Alessandro Chiesi, presidente di ''Parma, io ci sto!'', associazione costituitasi nel 2016 (100 soci tra imprenditori e imprese) grazie allo stesso Chiesi, a Guido Barilla, Andrea Pontremoli, l'Unione industriali e Fondazione Cariparma con lo scopo di sostenere progetti e iniziative di livello molto alto per valorizzare Parma e provincia intorno a eccellenze locali quali cibo, cultura, formazione e innovazione, turismo e tempo libero: «Crediamo fortemente nel progetto di crescita e valorizzazione del complesso di San Paolo - ha affermato Alessandro Chiesi -, che conferma la volontà dell'associazione di sostenere il processo di rilancio culturale e turistico della città. Oggi aggiungiamo un ulteriore tassello al percorso iniziato oltre un anno fa, per portare valore alla cittadinanza».

Elisabetta Fadda, uno dei massimi esperti della Camera di San Paolo, ha spiegato che «la Camera, oltre ai bellissimi affreschi, comprende, sulle sovrapporte e su una ''boiserie'' intarsiata motti e frasi in greco e latino, che fin dall'Ottocento, sappiamo formare l'anagramma del nome della badessa Giovanna da Piacenza».

La studiosa ha sottolineato che gli enigmi non sono solo anagrammi, ma anche indovinelli e rebus (da cui il titolo del libro) che rientravano in un gioco figurato e scritto di impronta morale e pedagogica rivolto alle monache del convento.

Il tutto sotto l'ala magica del mistero: nel senso che il Correggio li dipinse ricordando un sogno.

E, a tutto questo, la Fadda, nel suo volume ricchissimo di notizie e fastosamente corredato di immagini, ha saputo fornire nuovi e assai pregevoli contributi interpretativi. E.z.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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