Sei in Archivio bozze

Omicidio

Delitto Habassi, dure condanne in appello

01 giugno 2018, 07:02

Francesco Bandini

Trent'anni di carcere a Luca Del Vasto, esattamente come in primo grado. E trent'anni anche per il suo complice Alessio Alberici, che invece aveva inizialmente preso 16 anni, in quanto gli era stata riconosciuta la seminfermità mentale. A deciderlo è stata ieri la prima sezione della corte d'assise d'appello di Bologna, chiamata a pronunciarsi sull'efferato omicidio del 33enne tunisino Mohamed Habassi, avvenuto nella sua casa di Basilicagoiano nel 2016. Per il resto, la corte ha sostanzialmente confermato anche le condanne degli altri quattro imputati, ovvero il gruppo di romeni che erano stati assoldati per aiutare Del Vasto e Alberici nella loro spedizione di morte: 11 anni e 2 mesi per Ionel Togan, 9 anni e 6 mesi per Ionel Vrabie, 6 anni e 2 mesi sia per Valentin Cosma che per Cristinel Barbu (per questi ultimi due c'è stato un lieve ricalcolo della pena per correggere un errore materiale). Una vera e propria mattanza quella che si era consumata nella notte fra il 9 e il 10 maggio del 2016. Habassi viveva a Basilicagoiano nell'appartamento di proprietà della convivente di Del Vasto. Quest'ultimo, ex gestore del Buddha bar di Sala Baganza, oggi 48enne, era ormai esasperato da quella presenza che non riusciva più a tollerare. L'inquilino magrebino, infatti, non ne voleva più sapere di pagare l'affitto e, nonostante i vari tentativi di mandarlo fuori dall'alloggio, continuava a rimanere lì, per di più tenendo un atteggiamento arrogante e di sfida nei confronti di Del Vasto, che lo riteneva anche uno spacciatore di droga. Una situazione che, protraendosi nel tempo, ha finito per esacerbare l'animo di Del Vasto, inducendolo ad architettare una soluzione estrema per quel tunisino che lo faceva impazzire di rabbia: il suo piano era di seviziarlo e poi, dopo avergli inflitto atroci sofferenze, ucciderlo. Per fare questo, Del Vasto ha deciso di farsi aiutare dall'amico Alessio Alberici, fumettista oggi 44enne, e da quattro romeni ingaggiati per l'occasione. Un autentico commando della morte, che Del Vasto ha personalmente istruito e armato. Proprio lui, infatti, si è procurato l'occorrente per infierire su Habassi: una mazza di ferro, una di legno, una pinza a pappagallo, un tirapugni, un martello, guanti per non lasciare tracce e perfino un grembiule da macellaio, per non sporcarsi troppo.

Il raid scatta una ventina di minuti dopo la mezzanotte del 9 maggio, quando i sei irrompono nell'appartamento di Basilicagoiano, immobilizzano il 33enne e iniziano a infierire su di lui. Ma se i romeni pensavano inizialmente di dover partecipare a una sorta di spedizione punitiva per dare «una lezione» al tunisino, ben presto si si sono resi conto che le intenzioni di Del Vasto e di Alberici erano ben altre: torturarlo e poi ammazzarlo. Tant'è che due di loro fuggono poco dopo l'inizio dell'aggressione, mentre gli altri due decideranno di fermarsi. Chi continua, invece, sono Del Vasto e Alberici, accecati da un'ira incontrollabile e alterati da alcol e droga: per un'ora andranno avanti a colpire e seviziare Habassi, arrivando ad amputargli con la pinza l'alluce del piede destro e un dito della mano destra, e tentando di tranciargli anche un dito della mano sinistra. Un'autentica macelleria, che andrà avanti fino all'arrivo dei carabinieri. «Tali condotte – ha scritto lo scorso settembre il gup nella sentenza di primo grado – infliggendo alla vittima inutili patimenti, devono ritenersi espressione di malvagità o meglio di quella mancanza di qualsiasi sentimento di umana pietà che integra l'aggravante contestata», ovvero quella della crudeltà e delle sevizie, contestata solo a Del Vasto e ad Alberici, ma non ai romeni. Come detto, Alberici si è visto ieri quasi raddoppiare la pena (da 16 a 30 anni) per l'esclusione dell'attenuante della seminfermità mentale, che gli era invece stata riconosciuta in primo grado, quando il giudice aveva ritenuto che avesse agito in forza di una «dipendenza» e di una «sudditanza psicologica» nei confronti dell'amico Del Vasto. Una circostanza che la corte d'assise d'appello di Bologna non ha invece ritenuto di confermare.

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal