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Tumore al seno

Nasce a Parma la dieta sperimentale contro i geni «cattivi»

01 giugno 2018, 07:00

Chiara De Carli

Il tumore al seno rappresenta il tumore più frequente nella donna: nei Paesi industrializzati sette donne su 100 sviluppano una neoplasia mammaria nell'arco della vita. La ricerca ha permesso di individuare due geni, Brca1 e Brca2, responsabili di circa il 50% delle forme ereditarie di tumori della mammella, e uno studio pubblicato lo scorso ottobre sulla rivista scientifica Nature individua ben 167 mutazioni che predispongono alla malattia. Una preoccupazione per tante donne, su cui anni fa aveva acceso i riflettori l'attrice Angelina Jolie annunciando la decisione-choc di sottoporsi ad una doppia mastectomia preventiva. Ma proprio da Parma potrebbe partire una nuova speranza per chi ha una predisposizione genetica alla malattia grazie allo studio pilota coordinato da Antonino Musolino, responsabile della Breast Unit delle Aziende sanitarie della provincia di Parma. La ricerca, che coinvolgerà le strutture sanitarie di Oncologia Medica, Centro senologico, Genetica medica, Ginecologia, Odontostomatologia, Ricerca e innovazione e Core lab dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, oltre alla struttura dedicata allo screening dell'Asl di Parma, punta ad evidenziare il ruolo dell'alimentazione nell'innescare variazioni genetiche che possono modificare il rischio di tumore a seno e ovaio. «La Lilt mette ogni anno a disposizione una notevole cifra per progetti di ricerca – ha sottolineato Enzo Molina, presidente della Lilt di Parma, ai microfoni di “Lettere al Direttore”, il programma di approfondimento di 12 Tv Parma -. Quest'anno la Lilt di Parma ha presentato un progetto straordinario, quello di Antonino Musolino, e il comitato ha deciso di finanziarlo. Siamo veramente orgogliosi, soprattutto perché questo studio è davvero molto importante». A spiegare il progetto di ricerca, che parte da Parma ma è già pronto ad espandersi a livello nazionale e internazionale, è stato proprio Musolino: «Sulle donne ad elevato rischio per motivi ereditari e genetici, utilizzeremo un intervento nutrizionale per fare prevenzione primaria contro il tumore al seno, ovvero impedire lo sviluppo della malattia. Per due anni le donne che verranno selezionate si sottoporranno ad un intervento nutrizionale che permetterà di modificare alcuni parametri genetici, denominati micro-RNA». Mangiare bene può quindi essere un modo per prevenire le malattie. «La modifica dei propri stili di vita determina anche una modifica dell'assetto genetico. Utilizzando i markers genetici verificheremo se l'intervento nutrizionale può ridurre anche la predisposizione al tumore». L'ottimismo nel team è alto: «Vogliamo dare una risposta che ora manca alla domanda su cosa si può fare per ridurre il rischio quando si ha già una predisposizione genetica. Speriamo di poter dare risultati fruibili nei prossimi anni. Trovare una soluzione attraverso un intervento nutrizionale, e non farmacologico, potrebbe essere una nuova frontiera della scienza».

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