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Addio

Neviano piange Vittorio Casoni

01 giugno 2018, 07:00

Matteo Ferzini

Il suo nome e il suo titolo, cavalier Vittorio Casoni, accolgono da oltre trent'anni chi da Neviano risale verso la montagna, a Ca' Bonaparte: qui infatti ha sede l'azienda che nei decenni scorsi era arrivata ad essere una delle più importanti della Val d'Enza, quella che Vittorio aveva fondato insieme al padre e condotto fino alla chiusura nel 2013. Vittorio, imprenditore nevianese il cui nome è legato al prosciuttificio di Ca' Bonaparte, se n'è andato all'età di 70 anni. Il funerale si terrà oggi, partendo alle 14,30 dalla sala del commiato di Traversetolo per la chiesa di Traversetolo. Nel corso della sua attività il prosciuttificio era arrivato a ottenere prestigiosi riconoscimenti, e Vittorio Casoni era stato insignito del titolo di cavaliere della Repubblica italiana. Casoni era nato il 22 marzo 1948 a Campora in una famiglia da sempre legata al territorio e soprattutto intraprendente dal punto di vista lavorativo tanto che, prima di dare vita al salumificio, suo padre Valter era diventato celebre come venditore di vino «dei colli di Campora», terra più adatta a marroni e castagne che a viti, con clienti fino a Milano. Nel 1971 Vittorio si era sposato con Rosanna Rosati, di Tizzano, e insieme alla moglie aveva cresciuto i figli Oriana e Giuseppe. La storia del salumificio Casoni inizia nel 1974, quando Valter e Vittorio, figlio unico, decidono di provare anche questa strada imprenditoriale e subito si iscrivono al consorzio del Prosciutto di Parma. Da una piccola azienda, partita quasi per scommessa, si sviluppa velocemente un'attività fiorente e di qualità, portata avanti con successo da Vittorio a partire dal 1985. Con gli anni, il prosciuttificio Casoni era arrivato a fornire prosciutti per 4000 clienti in tutta Italia, con Vittorio sempre in prima linea nella promozione del prodotto, con 48 distributori su tutto il territorio nazionale, garantendo così lavoro a diverse persone del nevianese. Il prosciuttificio di Ca' Bonaparte, nei suoi anni migliori, è stato la sesta azienda italiana per monoprodotto alimentare. E il 2 giugno del 1991 Vittorio Casoni aveva ricevuto l'onorificenza di Cavaliere d'Italia dal Presidente della Repubblica. Dopo quasi quarant'anni, il prosciuttificio aveva chiuso i battenti nel 2013. Per tutti questi anni Vittorio si era fatto conoscere come un imprenditore serio e attento verso i dipendenti, che trattava come una famiglia, allo stesso modo in cui i figli non l'hanno mai abbandonato sul lavoro. Una persona «buona, schietta: Vittorio o lo amavi o lo odiavi, e anche in quel caso, non potevi che provare rispetto per lui – dice la figlia Oriana – Disponibile e di grande onestà intellettuale, mio padre si è sempre dato da fare per aiutare chiunque poteva».

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