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Tribunale

Boss della cocaina condannato a otto anni

05 giugno 2018, 07:03

Droga, cocaina a fiumi, tra la città e i paesi della fascia collinare. Migliaia le cessioni di dosi documentate dai carabinieri che hanno anche raccolto le testimonianze di numerosi consumatori avvicinati poco dopo l'acquisto. Un business che nei soli ultimi cinque mesi aveva fruttato 166mila euro, parte dei quali veniva poi inviata nel paese d'origine attraverso money trasfer. Prima che i soldi, nel dicembre scorso, si trasformassero in manette, quando i militari eseguirono le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Alessandro Conti.

Agli arresti finirono il 43enne albanese Arben Kasa, vecchia conoscenza per le forze dell'ordine, e otto suoi giovani connazionali: sconosciuti, scelti proprio per questo da chi li aveva reclutati, dopo che erano stati gli stessi genitori in Albania a chiedere che fossero «assunti». Sei si ritrovarono in manette, mentre i restanti due non si sa bene dove siano. Oltre a essi, nello stesso periodo dai carabinieri vennero arrestati quattro marocchini. Loro erano specializzati nello smercio di hascisc, in gran quantità.

Ieri, per undici di loro (esclusi i due irreperibili, un 22enne e un ventenne che sono stati rinviati a giudizio) il gup Sara Micucci ha emesso il verdetto. Kasa, ritenuto il vertice dell'organizzazione (oltre all'approvvigionamento della droga gestiva il «reclutamento» dei pusher di strada in Albania, tutti incensurati, e la loro logistica a Parma) è stato condannato a 8 anni di reclusione e al pagamento di 24mila euro di multa. Flamur Bajrami, 22 anni, Klajdi Tabaku, 21, Hetem Serani, 21, Viktor Bushi, 33 anni, Azem Tabaku, 30, e il 27enne Erdis Muca sono stati condannati a cinque anni di reclusione e, ognuno, al pagamento di una multa di 16mila euro. Tranne Bushi, residente a San Polo di Torrile, gli imputati erano tutti senza fissa dimora, ma alloggiati in appartamenti della città.

Maati El Karfi, nato in Marocco 44 anni fa e residente a Fornovo, è stato condannato a 4 anni di reclusione e a 18mila euro di multa. Hanno invece patteggiato tre suoi connazionali. Abdelilah Ramdani, 41 anni, domiciliato a Calestano, ha patteggiato 3 anni e 10 mesi. Hanno patteggiato in continuazione a una pena che già stavano scontando i due fratelli Mouniri, Morad e Abdelkader, entrambi residenti nel Bergamasco. Fu Morad il primo a essere arrestato dei due, catturato dai carabinieri con oltre 5 chili di hascisc. Giunto apposta dal Marocco, Abdelkader, istruito dal fratello durante i colloqui in carcere, si diede da fare per portare avanti i suoi affari di spaccio e per far sì che Ramdani ed El Karfi onorassero un debito di 8mila euro contratto con Morad sempre per questioni legate al traffico di hascisc. r.c.

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