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SPETTACOLI

Le parmigiane del balfolk: «Passione che aggrega»

07 giugno 2018, 07:00

Lucia Brighenti

Al Festival di Cannes ha fatto notizia il «Gran Scottish» danzato sul red carpet per presentare «Le grand bal» della regista Laëtitia Carton, un film che testimonia la passione per i balli popolari diffusa nelle campagne francesi. Eppure il cosiddetto balfolk non è amato solo in Francia e, lontano dai riflettori, vive come fenomeno carsico che raduna folle di amatori nei festival, nei locali e nelle piazze d'Europa. Anche Parma ha un gruppo di appassionati che organizza corsi e serate, per condividere la bellezza e la forza aggregante di queste danze: si chiama «Parma Tutta Folk».

Come avete scoperto il balfolk?
«Mi avevano parlato del Gran Bal Trad di Vialfré, un festival dedicato alle danze popolari che si tiene tutte le estati in un bosco del Piemonte – racconta Alice Rosani, pioniera del balfolk a Parma – Ho deciso di andarci da sola... dopo i primi dieci minuti di spaesamento, è stato amore puro. Mi sono trovata in mezzo a centinaia di persone che ballavano allo stesso ritmo, seguendo la musica e le stesse vibrazioni. Ho chiuso gli occhi e mi sono sentita parte del tutto. Quando provi un'emozione così forte, non puoi non desiderare di condividerla».

Quali sono gli aspetti che vi hanno conquistato?
«Ballare è una sorta di meditazione, smetti di sentire la fatica. – rispondono, con Alice, Silvia Lona e Marina Fabbri, promotrici di Parma Tutta Folk – La bellezza di queste danze è che travalicano la differenza d'età. Molti balli sono semplici e si possono imparare in un attimo: la tecnica e l'estetica non sono importanti come nel liscio o nel tango. Spesso ci si sposta da una città all'altra per ballare, chi può offre ospitalità a chi arriva da più lontano, e si possono incontrare persone di tutte le nazionalità».

Come è nata l'idea di «Parma Tutta Folk»?
«Dal desiderio di stare assieme, di passare la conoscenza di queste danze. Dal 2011 organizziamo stage, concerti a ballo all'interno di festival (come il ValcenoArte o il Riparty) e qualche corso grazie all'ospitalità di circoli e locali. Abbiamo fatto anche attività per disabili e per i bambini delle scuole. Facciamo parte di un gruppo più ampio della Bassa, con “Ballando s'impara” e “Danza in festa” di Piacenza, e la “Combriccola del Folk” di Cremona».

Che tipo di danze proponete?
«Soprattutto danze francesi, occitane, ma anche italiane (quelle del Piemonte, delle Quattro province...). I balli possono essere molto energetici, come quelli che si danzano in gruppo (circoli circassiani, chapelloise), ma anche molto romantici, come quelli di coppia (valzer, mazurke...). Tutti hanno origini antichissime ma sono stati riattualizzati per renderli più vicini al nostro gusto. Quasi sempre c'è musica eseguita dal vivo da musicisti di altissimo livello».

Quali i prossimi appuntamenti per ballare?
«In estate ci sono i festival all'aperto: il Gran Bal Trad di Vialfré a fine giugno, il festival di Saint-Gervais in Francia ed Etétrad in Valle d'Aosta, in agosto. A Parma riprenderemo l'attività in autunno. Per rimanere informati sui nostri eventi, basta seguire la nostra pagina facebook: “ParmaTuttaFolk”».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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