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BORGOTARO

Addio a Giuseppe Terzaga

12 giugno 2018, 07:01

FRANCO BRUGNOLI

BORGOTARO La valle perde una persona dalle spiccate doti umane e dalla contagiosa simpatia. Oggi pomeriggio si terranno i funerali di Giuseppe Terzaga, morto, all'età di 64 anni, l'altro pomeriggio, a causa di un'emorragia cerebrale. Il rito funebre verrà celebrato alle 15, nella chiesa parrocchiale di Sant'Antonino Martire.

Il corteo con il feretro, partirà però alle 14,40 dalla camera mortuaria dell'ospedale «Santa Maria». Giuseppe Terzaga era attualmente in servizio presso lo sportello di Borgotaro della Agenzia delle entrate, che fa capo, ora, a quello di Parma. Come titolo di studio (ma in pochi lo sapevano), era perito chimico, ma essendo stato vincitore di un concorso nazionale, per l'allora Ufficio delle imposte dirette, era stato assunto in provincia di Reggio, in quanto i suoi genitori (come lui borgotaresi), hanno vissuto, per un certo periodo in quella zona. Il padre era dipendente dell'Agip, per cui si spostava un po' ovunque in Italia. E poi, quando la sua famiglia rientrò in valle, chiese ed ottenne il trasferimento per l'Ufficio di Borgotaro (che inglobava, prima dell'ultima riorganizzazione, anche l'Ufficio del Registro) e che allora, era autonomo e non dipendeva quindi da Parma. Abbiamo rintracciato Pasquale Rinaldi, che fu suo direttore per diversi anni: «L'ho avuto tra i miei collaboratori per oltre un decennio; - ci ha spiegato - era sempre disponibile e cordiale con chiunque. Aveva un sorriso per tutti. Si faceva in quattro per rendersi utile, sia con l'utenza che con i colleghi dell'ufficio. La sua disponibilità era davvero rara».

Abbiamo incontrato ieri anche una sua collega di lavoro: «Sono ben trentasette anni che opero a contatto con lui; - ci ha detto Mariagrazia Delnevo – Giuseppe era una persona, buona, generosa, gioviale e sempre pronto ad aiutare. Tutti, insomma, gli volevamo bene».

Aveva una grande passione per il calcio: era un super-tifoso del Bologna ed era sempre presente allo stadio, con tanto di bandiera e sciarpa «rossoblù», per ogni significativo incontro. Lo scomparso lascia alcuni zii e cugini. Caratterialmente era un autentico «vulcano», sempre allegro ed ottimista. Offriva da bere a tutti i suoi amici, i quali, a fatica, data la sua innata generosità, riuscivano poi a ricambiare.

Sui social, ieri, una marea di testimonianze di amici, semplici cittadini, colleghi, anche di altre città. Tutte persone che l'hanno conosciuto e soprattutto, che gli hanno voluto bene. Ieri sera, in chiesa, alla presenza di molte persone, è stato recitato, in suo suffragio, il rosario.

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