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ZIBELLO

Artigiano paga la tassa ma nessuno gli svuota il bidone

15 giugno 2018, 07:00

PAOLO PANNI

POLESINE ZIBELLO Pagare un servizio senza ottenerlo da un anno. Questa è la singolare vicenda di un artigiano di Zibello, Vittorio Slanzi che, nonostante ripetuti appelli, non ha ancora visto la risoluzione del suo problema nato dopo l'introduzione, nel comune rivierasco, del sistema di raccolta e tariffazione puntuale dei rifiuti.

A lui, come agli altri cittadini, sono stati regolarmente forniti i bidoncini per la raccolta dell'indifferenziato. Ma se è vero che quello relativo alla sua abitazione è stato dotato di microchip (con codice «personalizzato» che l'operatore legge ad ogni vuotatura), quello della sua attività invece no.

«Mi dicono – afferma Slanzi – che io ho diritto a 12 vuotature all'anno, quindi una al mese. Peccato che non mi abbiano mai fornito il microchip e, di conseguenza, il mio bidone nero da 120 litri non è mai stato vuotato. Io stesso ho visto coi miei occhi gli operatori che, correttamente, quando arrivano, non trovando il microchip ripartivano rifiutandosi quindi di svuotarlo».

Slanzi non ha nessuna idea circa il motivo per il quale a lui il codice non sia stato assegnato. «Ho più volte contattato sia il Comune che Iren – lamenta – e finora si sono sempre rimbalzati la questione l'uno con l'altro». Col risultato che lui, in dodici mesi, il servizio non lo ha mai ottenuto ed i rifiuti della ditta (la cui sede è solo un garage da cui vengono prodotti pochi rifiuti) deve necessariamente portarseli a casa inserendoli nel bidone a servizio della sua abitazione.

«Per fortuna – fa notare – che produco pochi rifiuti e sono estremamente attento nel differenziare». Ciò nonostante, la pazienza gli è scappata quando, all'ennesima telefonata, gli è stato riferito che la tassa dovrà comunque essere saldata.

«Io – spiega – ho tutto in regola, tutti i contratti firmati e ho sempre fatto il mio dovere. Rispetto le regole e pago sempre il dovuto, ma a questo punto pretendo che anche gli altri facciano il loro dovere. Venirmi a dire che devo pagare la tassa di un servizio che mi negano da un anno è insensato».

L'artigiano della Bassa, esasperato dai «continui rimpalli tra gli enti coinvolti», auspica che il disagio sia risolta quanto prima.

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