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LO SPACCIO IN CITTA'

Come funziona la piramide della droga: vedette, pusher, cassieri...

15 giugno 2018, 07:03

Come funziona la piramide della droga: vedette, pusher, cassieri...

Nei mesi in cui i carabinieri li hanno tenuti d'occhio hanno dimostrato di essere lavoratori instancabili e, di conseguenza, di guadagnare bene. Si perché le quasi millecinquecento cessioni di droga, cocaina e marijuna, che sono state documentate hanno fruttato la bellezza di oltre 71mila euro. E non è facile trovare un altro business che garantisce simili fatturati.

Sono cinque nigeriani, quasi tutti incensurati e, di fatto, senza fissa dimora, gli ultimi spacciatori incastrati dai carabinieri che da tempo hanno deciso di ripulire viale Dei Mille e viale Vittoria dai pusher che li hanno colonizzati.

Per arrivare all'identificazione di questi spacciatori i militari hanno dovuto compiere una lunga serie di interventi anche grazie a retate con le unità cinofile ma soprattutto spendere molto ore in quelle attività di controllo che non si possono delegare alla macchine: ma che devono essere svolte da personale in borghese.

«E proprio in questi interventi abbiamo meglio chiarito come funziona lo spaccio in questa zona - ha spiegato il maggiore Giovanni Orlando. - Normalmente si pensa che quei giovani di colore che pedalano lentamente in questa strada siano gli spacciatori. In realtà si tratta per la maggior parte di vedette che sono perennemente impegnate a controllare che l'arrivo delle forze dell'ordine non pregiudichi il buon andamento degli affari».

Già, perché quella che pare una attività causale e sfacciata di smercio di bustine è in realtà molto ben organizzata. E come accade nelle aziende di successo ognuno ha un compito e una specializzazione.

«Le vedette, le più visibili, si limitano a controllare e avvisano gli altri se si vedono facce che a loro appaiono sospette - ha aggiunto Orlando. - Quindi ci sono quelli che si occupano di prendere l'ordine dal cliente, contrattando direttamente il tipo di sostanza e il prezzo». Ma per evitare guai questi «addetti» si guardano bene dal portare addosso le sostanza. Gli involucri di coca o di marijuana sono ben nascosti poco lontano, nelle siepi e nelle cassette della posta di case non abitate o infilate in crepe dei muri. Quando l'ordine è stato fatto dal cliente c'è uno dei ragazzi in bici che parte, recupera la dose e la porta a chi poi, si occuperà di passare la bustina e incassare il prezzo».

Questo per decine e decine di volte al giorno e, soprattutto alla notte, come conferma il gran numero di cessioni attribuite a questi cinque immigrati che, vista l'assenza di precedenti, se la sono cavata con un divieto di dimora a Parma. Se venissero sorpresi ancora, in futuro, in queste strade rischierebbero di più. Ma tutti sanno, in primo luogo chi spaccia, che come deterrente servirebbe di certo qualcosa di più. Forse più pesante è invece quello che è accaduto a quattordici parmigiani che sono state segnalati come assuntori alla prefettura. Adesso corrono il rischio di dover affrontare un percorso al Sert e di vedersi togliere la patente. Mentre i cinque nigeriani e altre nove connazionali denunciati nel corso degli ultimi mesi, in teoria, non dovrebbero più farsi vedere sui viali di casa nostra.

lu.pe.

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