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L'INTERVISTA

Campari e le scarpe da calcio del futuro

16 giugno 2018, 07:01

SANDRO PIOVANI

Enrico Campari, esperto di componenti in carbonio, da sempre si occupa di sport e sicurezza. Conosciuto in tutto il mondo per i suoi parastinchi in carbonio che proteggono da anni le gambe di tanti campioni ma anche di semplici appassionati, ora ha avuto un'altra idea. Brevettata naturalmente (e protetta in tutto il mondo). Si tratta di «SASpik» (Shock Absorbing Spike), nato per salvaguardare la salute e la performance dei calciatori. Un sistema versatile, che attraverso 3 configurazioni (o solo tacchetto – o sistema suole) può soddisfare tutte le necessità del calcio maschile, femminile e giovanile. Lo stesso vale per il rugby, football americano, hockey su prato e golf. Dopo la fase prototipale tutto ormai è pronto per la produzione in larga scala. Ci hanno creduto i «big» del calcio, come il professor Ferretti, medico della nazionale e Carlo Ancelotti. Oltre che la Vibram, industria italiana d'eccellenza. E l'aiuto di tanti calciatori professionisti che hanno già utilizzato questa nuova tecnologia.

Come è nata l'idea del progetto SASpik?

«Durante un convegno medico rimasi fortemente colpito da un chirurgo ortopedico canadese, che spiegava le cause delle rotture dei legamenti alle ginocchia dei calciatori, sostenendo che alcune di queste erano causate anche dal fenomeno conosciuto come “scarpetta piantata nel terreno”, per i tacchetti rigidi, altamente penetranti fissati a suole troppo sottili. Il chirurgo, si chiedeva, come mai i famosi fabbricanti di scarpette da calcio, fossero interessati a commercializzare scarpette “colorate” piuttosto che preoccuparsi di trovare una soluzione che salvaguardasse la salute dei calciatori. Inevitabile per me, ammalato di prevenzione, cogliere questa opportunità per cercare una possibile soluzione a questo grave e ricorrente problema».

Qual è stato l'inizio dello studio?

«Osservando vari video di calciatori infortunati ed in particolare quello dell'amico Rino Gattuso ho pensato di realizzare una specie di “fusibile”, un sistema che potesse intervenire un'istante prima del possibile incidente, così come avviene per gli agganci degli sci o per i pedali dei ciclisti. Così è nato il sistema SASpik».

Ce lo spiega?

«E' un sistema che si basa sulla deformazione dei tacchetti, una specie di micro sospensione che assorbe le vibrazioni che si generano durante le fasi di gioco. I tacchetti, sono realizzati con 4 materiali differenti, ognuno dei quali compie un lavoro specifico, garantendo prestazione, confort, sicurezza».

Come funziona?

«Voglio precisare che il progetto SASpik è proposto in 3 differenti soluzioni: Tacchetti intercambiabili, che potranno essere acquistati in kit da poter avvitare su qualsiasi tipo di scarpetta in commercio, predisposta a tale operazione. Suola speciale SASpik “Professional”, ideale per un brand di scarpette che voglia offrire una soluzione tecnica senza compromessi, dove l'utilizzatore finale potrà confezionarsi una scarpetta perfetta per ogni tipo di terreno, sia esso in erba che sintetico, potrà scegliere il numero di tacchetti a lui più gradito, e regolare il grado di deformabilità in base al suo peso e postura. Suola SASpik “Younger”, ideale per un brand che voglia commercializzare una scarpetta con tacchetti apparentemente tradizionali ma in realtà deformabili e pensata soprattutto per i bambini e calcio femminile».

Sono soluzioni personalizzabili?

«Assolutamente si. Per i tacchetti o suole SASpik è possibile scegliere il grado di deformabilità del polimero Vibram che permette al tacchetto di deformarsi in qualsiasi direzione, inclinandosi, torcendosi e comprimendosi. Tali deformazioni, consentono la dissipazione di molta dell'energia che si propaga dal suolo agli arti inferiori dell'atleta, riducendo il sovraccarico e conseguentemente, la possibilità di incorrere in infortuni non da contatto. A seconda del tipo di terreno, delle caratteristiche fisiche dei giocatori (altezza, peso, ecc.), è possibile scegliere varie mescole, più o meno dure e trovare soluzioni ideali per tutte le esigenze».

Quali infortuni si prevengono così?

«In particolare, secondo il parere del professor Andrea Ferretti, nostro consulente medico scientifico, primario ortopedico dell'Ospedale S. Andrea - Università La Sapienza di Roma, responsabile dell'area medica della FIGC, si ridurrebbero le patologie da sovraccarico funzionale, come tendinopatie (tendine d'Achille e rotuleo) e fratture da stress, oltre alla gravità di lesioni traumatiche acute ad esempio, distorsioni della caviglia del ginocchio, con associate lesioni legamentose dei collaterali e del crociato anteriore».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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