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Viale Vittoria

Il pusher investito era della banda appena sgominata

16 giugno 2018, 07:04

Era proprio lui il «tassello mancante» dell'ultima operazione dei carabinieri di Parma - su cui ieri la Gazzetta ha pubblicato un ampio servizio nelle pagine di cronaca - che ha portato all'arresto di quattro spacciatori (un italiano che spacciava nella zona di Colorno, un tunisino e due marocchini) e sei divieti di dimora. Che giovedì sono diventati sette perché i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Parma hanno individuato anche un altro complice della banda di pusher che smerciavano stupefacenti tra Parma, Traversetolo e Colorno. Il divieto di dimora gliel'hanno infatti notificato in carcere. Perché il nigeriano in questione, nato nel 1988 e con ben due «alias», è salito di recente alla ribalta della cronaca. E' proprio lui infatti il pusher che domenica pomeriggio in viale Vittoria mentre tentava di sfuggire alla vista della polizia è stato investito da un'auto ed è finto all'ospedale.

Probabilmente il giovane si è dato a quella fuga precipitosa, abbandonando anche la sua bicicletta e proseguendo a piedi, subodorando che il cerchio intorno a lui si stava stringendo, com'è accaduto con i suoi complici.

Le condizioni del «cavallino», comunque, che in un primo momento era stato giudicato piuttosto grave (tanto che la prognosi era riservata), sono migliorate e nella giornata di giovedì è stato dimesso dall'ospedale. Prima, però, ha ricevuto la visita dei carabinieri che gli hanno notificato il divieto di dimora. Se resterà a Parma, infatti, rischia un aggravamento della misura dal momento che è accusato di spaccio, in particolare di cocaina. Il nigeriano era un «jolly» dello spaccio. A volte, infatti, faceva da vedetta, poi si improvvisava adescatore e capitava anche che fosse proprio lui a consegnare ai clienti lo stupefacente.

Quando è stato travolto dall'auto, era senza documenti e questo ha rallentato la sua identificazione da parte della polizia municipale che ha svolto i rilievi di legge. Gli agenti gli hanno così preso le impronte e dalla banca dati è emerso che anche lui era gravato dal provvedimento di divieto di dimora in provincia di Parma, che è stato eseguito dai carabinieri prima che il nigeriano potesse provare ancora a far perdere le proprie tracce.

r.c.

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