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Scuola

Vandali scatenati. Devastata anche la «Salvo D'Acquisto»

17 giugno 2018, 07:03

Pierluigi Dallapina

Sono vandali violenti e maleducati quelli che attorno alle 4 di ieri mattina hanno preso d'assalto la scuola media «Salvo D'Acquisto», in via Pelicelli, nel quartiere Montanara. Sono, al plurale, perché è impossibile che un solo delinquente riesca ad intrufolarsi all'interno dell'edificio e provocare, in pochissimo tempo, un tale livello di devastazione prima che sul posto si precipiti la vigilanza privata allertata dall'allarme.

«Non siamo ancora riusciti a capire da quale parte siano riusciti ad entrare», ha dichiarato, sconsolata e innervosita, Nadia Malcisi, la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo «D'Acquisto», mentre ieri mattina - ad esami di terza media in corso - è stata costretta ad aggirarsi fra i corridoi e le aule messe a soqquadro dai teppisti.

«Hanno rubato otto computer portatili e poi hanno svuotato i cassetti con una furia spaventosa. Hanno anche strappato i disegni degli alunni appesi alle pareti. Questo non è il lavoro di un gruppo di professionisti, ma un vero e proprio sfregio alla scuola», ha sostenuto la dirigente scolastica, mentre con perplessità osservava la macchinetta delle bevande e quella del caffè squarciate dalla foga del branco.

«Siamo stati costretti a spostare gli esami nella scuola di fianco, la Martiri di Cefalonia», ha aggiunto di fronte alla scia di caos lasciata in ogni angolo della scuola dai vandali, capaci di accanirsi anche contro un crocifisso appeso in portineria. «Hanno anche urinato per terra», ha ammesso, indicando un punto del pavimento a pochi metri dalle macchinette distrutte.

Stando al parere del tecnico della ditta che ha posizionato i distributori automatici all'interno della scuola, i teppisti avrebbero provocato un danno (riferito alle sole macchinette) di circa 7mila euro e, visto lo stato in cui sono stati lasciati i distributori, l'intento non era certo quello di voler rubare un incasso veramente modesto.

«Un cosiddetto professionista riuscirebbe a scassinare le macchinette senza distruggerle in questo modo. Questo è il risultato di qualcuno dotato di forza, ma zero esperienza», ha commentato il tecnico, durante la conta dei danni.

L'allarme, scattato dopo l'intrusione, ha fatto partire la chiamata all'Ivri, l'istituto di vigilanza che si occupa della sicurezza dell'edificio e, forse per il timore di essere scoperti, i vandali hanno abbandonato lungo il corridoio d'ingresso alcuni pezzi pregiati. «Fortunatamente - conclude la Malcisi - non sono riusciti a rubare due altoparlanti dal laboratorio di musica».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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