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Unione Industriali

Figna: «Come affrontare le sfide del futuro»

20 giugno 2018, 07:00

Presidente Figna, si prepara al passaggio del testimone alla guida dell'Unione Parmense degli Industriali. Come sono andati questi quattro anni?

«Sono stati quattro anni di lavoro intenso per tutti. Anni in cui il nostro Paese ha lavorato per riemergere dalle difficoltà e il tessuto industriale parmense ha fatto la sua parte, forse meglio di altri, ma non senza cicatrici profonde. In questi anni sono avvenute una trasformazione del tessuto produttivo e una forte selezione nel mondo delle imprese: quelle che sono sopravvissute sono più forti e competitive. Hanno migliore capacità di radicamento sui mercati esteri, hanno adeguato la base occupazionale alle nuove strategie, hanno attuato l'upgrade tecnologico degli impianti; e questo ha consentito un recupero della redditività. Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro congiunto delle imprese e degli altri soggetti protagonisti della vita economica: istituzioni, sindacati, mondo bancario, mondo della formazione. Anche per l'associazione e il suo gruppo dirigente sono stati anni di impegno, di ripensamento delle strategie, di lavoro, con l'intento di superare le complessità dell'oggi senza perdere di vista la capacità di guardare più lontano, come è nella natura delle imprese e dell'essere imprenditori».

Come è cambiato il tessuto economico?

«Il 2014 ha rappresentato uno spartiacque: si è interrotta la fase recessiva e si sono intravisti i primi segnali di ripresa, consolidati poi negli anni successivi; in questo stesso periodo si è assistito al progressivo miglioramento del tasso di disoccupazione dal 7% al 5%. Un intervento che è risultato decisivo per la ripresa degli investimenti e che ha fatto da traino alla domanda del comparto delle tecnologie alimentari è stato poi il Piano Nazionale Industria 4.0, che ha aperto la strada al processo di trasformazione digitale che l'Unione ha sostenuto anche attraverso la costituzione, con l'Ateneo, del Digital Innovation Hub europeo di Parma Smile».

Tanti buoni risultati tra cui spicca certamente la vocazione all'export di questo territorio.

«Dal 2014 al 2017 il valore delle esportazioni è cresciuto del 13%, contribuendo a rafforzare nel mondo l'immagine del Made in Parma. Un successo dei nostri prodotti sui mercati mondiali che come associazione abbiamo cercato di sostenere ed incrementare, in un'ottica di sistema. Lo abbiamo fatto nel 2015 con il progetto ParmaforExpo che ci ha visti impegnati con altre istituzioni e associazioni locali, per convogliare sul territorio 38 delegazioni estere in visita ad Expo Milano. Un'operazione di marketing territoriale che ha rafforzato l'immagine di una provincia che, sulle proprie eccellenze non solo alimentari, ha costruito un'immagine di qualità elevata, accreditata nel mondo. E il prestigioso riconoscimento arrivato a fine 2015 che ha decretato Parma, prima in Italia, quale Città Creativa Unesco per la Gastronomia, testimonia come la strada intrapresa in sinergia con gli altri attori del territorio può valorizzare la nostra tradizione agro-alimentare e la qualità produttiva delle nostre aziende. Rafforzare le imprese significa anche sostenere gli strumenti utili a promuoverne il posizionamento internazionale; con questo spirito l'Upi ha incrementato la propria partecipazione all'interno di Fiere di Parma Spa sostenendone i piani di sviluppo e appoggiandone le nuove strategiche alleanze strette a livello nazionale ed europeo.

Un concetto di sistema che ha caratterizzato molte delle scelte attuate dall'Upi sotto la sua guida.

«La complessità dei mercati e la competizione tra territori si superano solo facendo sistema e puntando sulla collaborazione tra soggetti pubblici e privati, nel rispetto dei singoli ruoli. E' il concetto che sta alla base dell'approccio alla definizione delle nuove strategie in un'ottica di Area Vasta che ci vede lavorare insieme a territori prossimi, ad istituzioni e associazioni confindustriali che condividono questo approccio, per lo sviluppo di iniziative congiunte. In quest'ottica va visto lo sforzo economico fatto dall'Upi nel salvataggio dell'aeroporto Giuseppe Verdi: il piano industriale per il trasporto di merci via cargo di cui si è dotato vuole creare le condizioni per la sua integrazione nel sistema regionale da cui i territori vicini e tutto il Paese potranno trarre vantaggio».

Nuove sinergie di cui siete protagonisti e non solo in ambito economico.

«I successi economici di un territorio sono il frutto anche del suo buon vivere, della sua ricchezza culturale, della sua offerta formativa. Per questo abbiamo sostenuto fin dal suo nascere l'associazione Parma io ci sto!, esempio di imprenditoria responsabile e fortemente attiva per la rinascita culturale del territorio. E il riconoscimento di pochi mesi fa che ci vede Capitale italiana della Cultura 2020 si colloca lungo questo percorso. Un altro esempio di quanto fatto in questi quattro anni è il supporto ai progetti nati in ambito scolastico e universitario: la nascita di Food Farm 4.0 e del Polo tecnico-professionale “Logistic Transport Farm” per gli istituti scolastici superiori e della Scuola di Alta Formazione Food project per l'Università di Parma, sono esempi di impegno per allineare l'offerta formativa del territorio alle esigenze delle aziende e favorire un maggior raccordo tra l'Ateneo, luogo della ricerca e della ideazione, ed il mondo delle imprese. Allo stesso modo è avvenuto con il nuovo corso di laurea in Ingegneria dei sistemi Informativi, da noi voluto e finanziato, attivo da settembre 2017».

Domani all'Auditorium Paganini, al centro dell'assemblea Upi ci sarà il tema del credito, un altro dei temi strategici per la rinascita del nostro territorio.

«Il credito è linfa fondamentale per la crescita del sistema imprenditoriale. Per questo conforta che se a gennaio 2014 il 25% delle nostre associate lamentava difficoltà di accesso al credito, dopo quattro anni questa percentuale è scesa al 10%. Favorire la patrimonializzazione delle imprese e il loro accesso a strumenti finanziari, anche alternativi al credito bancario, è uno degli impegni della nostra associazione».

Che associazione lascia al nuovo presidente dell'Unione Parmense degli Industriali?

«Un'associazione che è cambiata insieme con il contesto in cui opera ma senza perdere di vista i suoi valori fondamentali, un'associazione impegnata su più fronti, aperta a nuove collaborazioni e allo sviluppo di progetti che ritiene fortemente strategici per le imprese».

r.c.

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