Sei in Archivio bozze

BARDI

Le Poste risarciranno gli eredi dei derubati

21 giugno 2018, 07:00

CHIARA DE CARLI

BARDI

Poste Italiane sarà costretta a risarcire gli eredi delle vittime di un furto, avvenuto dodici anni fa, per un totale di oltre 40mila euro. Lo ha deciso la Corte d'Appello di Bologna che, con la sentenza pubblicata lunedì scorso, ha dato ragione ai derubati, assistiti dall'avvocato parmigiano specializzato nella difesa dei consumatori Giovanni Franchi, e disposto il risarcimento totale oltre al pagamento delle spese legali. Tutto era cominciato il 20 agosto del 2006 quando, in un'abitazione di Bardi, erano stati rubati buoni postali fruttiferi, per un valore di 33mila euro, intestati a due bardigiani di cui uno scomparso pochi mesi prima.

Un furto che, almeno sulla carta, sembrava destinato a non avere fatto troppo danno, soprattutto perché uno degli intestatari era defunto. Ma, non si sa come, i ladri sono ugualmente riusciti a passare all'incasso, presentandosi in quattro diverse filiali delle Poste muniti di una patente falsificata. Un pagamento per cui le vittime del furto hanno quindi chiesto il rimborso a Poste Italiane, vedendoselo però negare. A sostegno della sua buona fede, Poste Italiane aveva indicato il fatto che, non disponendo i derubati dei numeri di codice dei documenti, non era stato possibile provvedere al blocco immediato dei titoli: il sistema gestionale, infatti, permetteva la ricerca solo a fine giornata e, di conseguenza, il blocco sarebbe stato possibile solamente dal 22 agosto.

Un tempo sufficiente per i ladri per mettere a segno il loro ingegnoso piano e intascare i soldi, ma la tesi delle Poste era stata ugualmente accettata dal Tribunale di Parma che ha rigettato la domanda. Una decisione davanti a cui l'avvocato Franchi non ha desistito e, ricostruendo minuziosamente i fatti avvenuti nella filiale di Bardi e in quelle romane che hanno liquidato le somme, ha dimostrato alla Corte d'Appello, la condotta «imprudente e imperita» delle Poste e la ragione dei suoi assistiti. «Non era possibile richiedere maggior cura al soggetto che aveva subito il furto – si legge nella sentenza – il quale non poteva sapere che per provvedere al blocco immediato dei buoni era necessario indicarne il numero identificativo, a causa di un'inefficienza del sistema informatico di Poste. Né, peraltro, tale inefficienza può risolversi in danno del cliente».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal