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Il presidente Upi

Annalisa Sassi: «Legame col territorio sempre più forte» - Videointevista

22 giugno 2018, 07:02

Gian Luca Zurlini

Annalisa Sassi, eletta con il consenso unanime dei colleghi per il prossimo biennio, è la prima donna a ricoprire il ruolo di presidente dell'associazione di Palazzo Soragna nella sua storia. Ed è lei stessa a sottolineare la peculiarità di questa scelta: «E' un segnale importante che l'Upi dà di novità e allo stesso tempo di inclusività. Un segnale di un'associazione che guarda al futuro e intende Raccogliere e affrontare le sfide importanti che ci attendono.

Come è arrivata alla decisione di candidarsi per questo ruolo?

Premesso che ringrazio i colleghi per la fiducia che mi hanno voluto accordare, questo incarico rappresenta per me un modo di mettere al servizio dell'associazione che rappresenta gli imprenditori della mia città l'esperienza accumulata nel mio lavoro e negli incarichi associativi che ho ricoperto. In particolare è stata importante l'esperienza alla guida di Federalimentare giovani dal 2009 al 2014 che si è sommata ad altri impegni in Assica e Confindustria. Inoltre, sono nel cda di Credit Agricole Cariparma dal 2012 e dal 2013 vicepresidente della Fiera.

Quali sono le sfide che attendono l'Upi nel prossimo futuro?

Deve assumere un ruolo forte nei confronti degli associati per aiutarli a un modo diverso di intendere l'imprenditoria che è ormai necessario per essere competitivi. E allo stesso tempo avere un legame sempre più forte con il territorio di Parma e con le sue istituzioni, perché siamo un'associazione forte e radicata.

Quali saranno i punti qualificanti della sua presidenza?

La linea guida dovrà essere quella del supporto alla crescita del sistema-Parma, inteso sia a livello di imprese che di istituzioni e di territorio, senza però snaturare le qualità positive che la nostra città e il nostro territorio hanno in termini di vivibilità e di qualità imprenditoriale. In parole povere, dovremo essere capaci di andare a cercare le eccellenze dove ci sono e di portarle all'interno della nostra realtà. Un compito non facile, ma che è assolutamente necessario per mantenere la città e l'imprenditoria di Parma agli standard elevati che le caratterizzano, ma che non devono essere o diventare autoreferenziali.

Capitolo infrastrutture: l'Upi negli ultimi anni si è impegnata per Fiere e Aeroporto. Si continuerà su questa strada?

Sì, anche perché io credo fermamente che le infrastrutture siano fondamentali per lo sviluppo di un territorio. Allo stesso tempo però penso che sviluppo e sostenibilità ambientale non siano in antitesi, ma anzi siano due facce della stessa medaglia. E' proprio ricercando lo sviluppo attraverso la sostenibilità che un territorio può progredire e questo è quello che dovrà affrontare Parma nei prossimi anni.

Altri punti sui quali intende portare avanti l'azione dell'Upi?

Sicuramente l'alfabetizzazione digitale sarà uno dei punti su cui maggiormente insisterò per l'offerta di servizi ai nostri associati. Per stare al passo con i tempi è ormai essenziale essere in grado di sfruttare al meglio i mezzi che l'informatica mette a disposizione, ma ancora sono molte le aziende che non riescono a farlo appieno. Nella mia idea l'Upi, che ha già al proprio interno una valida struttura specializzata in questo settore. E poi andrà ulteriormente sviluppato il settore della formazione, perché oggi servono basi molto solide per portare avanti un'impresa e compito di un'associazione è aiutare le imprese a progredire in questo campo.

Come intende muoversi nei rapporti con le istituzioni?

Un esempio positivo di sinergia tra pubblico e privato si è avuto nella candidatura che ha portato alla scelta di Parma capitale della cultura italiana per il 2020. Ecco, quello per me dovrebbe essere un punto non di arrivo, ma di partenza per nuove forme di collaborazione a tutto campo, a partire dal Comune, ma anche con l'Università, istituzione essenziale per la formazione dei nostri giovani.

Cosa si sente di promettere in questo momento?

Nulla, se non il mio massimo impegno. Ma mi consenta però di ricordare Paolo Coppini, una figura di imprenditore importante e all'avanguardia che ho avuto al mio fianco per diversi anni e che rappresenta un esempio a cui ispirarsi per fare di Parma una città ancor più ricca di eccellenze di quanto già non lo sia adesso.

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