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Il ministro Centinaio

«Il caso sms? Finirà in nulla»

24 giugno 2018, 07:00

MICHELE CEPARANO

«Una vicenda che finirà in nulla». Dopo la bufera, quindi, tornerà il sereno? Il ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio ne è convinto e punta a trasmettere ai tifosi il suo stato d'animo.

Il senatore della Lega è, infatti, un tifoso sfegatato del Parma, tanto che nel suo ufficio al ministero ha la maglia crociata autografata dal capitano Alessandro Lucarelli. Come tutti i tifosi anche lui palpita per le sorti della squadra crociata che, a causa degli ormai famigerati sms di Calaiò ai giocatori dello Spezia alla vigilia del delicato match contro i liguri, potrebbe anche essere privata della promozione in serie A.

Palpita, dunque, ma resta fiducioso che questa vicenda, dopo la sentenza del processo sportivo, rimarrà solo un brutto ricordo.

Confessa il senatore: «Tutta questa storia mi ha molto sorpreso, come credo abbia lasciato stupefatti tutti coloro che sono appassionati di calcio. Voler fare un processo a una squadra che arriva in serie A con pieno merito, per qualche sms che alla fine lascia il tempo che trova, fa molto pensare. Da tifoso dico: si lasci stare il Parma e, soprattutto, si lasci stare Parma, una società e una città che hanno dimostrato in questi ultimi anni di essere costituite da persone serie. Un processo alla squadra è un processo anche a chi, come me, non è di Parma (il ministro leghista è originario di Pavia, ndr), ma adora questa squadra e questa città. Venerdì scorso, per esempio, ero a Torino alla festa della Coldiretti e il primo stand che ho voluto visitare è stato quello del prosciutto di Parma».

Una bufera estiva, dunque. Si tratta, secondo Centinaio, di un «fatto molto mediatico e molto poco concreto. Io sono convinto al cento per cento che finirà tutto in nulla, perché ho la convinzione che la società non c'entri assolutamente. Mi sembra veramente una cosa tirata per i capelli. Sono certo che ci vedremo tutti, ovviamente me compreso, alla prima di campionato in serie A».

Ma, facendo scattare la consueta dietrologia, ci si potrebbe anche chiedere: chi c'è dietro questa vicenda? Chi potrebbe avere interesse a buttare fuori il Parma dal massimo palcoscenico calcistico?

Il ministro del governo Conte risponde da tifoso con una battuta: «Tutte le squadre di A perché ci temono. Hanno paura di affrontarci». Una vicenda come questa degli sms «galeotti» sta, però, penalizzando i crociati sul piano della campagna abbonamenti, del mercato estivo e dell'immagine.

A tal proposito Centinaio invita tutti a non mollare. «Io proprio oggi (ieri, ndr) ho sentito telefonicamente il senatore parmigiano Maurizio Campari - spiega - e gli ho dato mandato di rifarmi l'abbonamento per la prossima stagione. I tifosi devono infatti restare tranquilli e stare vicini alla società e alla squadra come hanno sempre fatto, quando era in Champions League ma anche quando il Parma è finito in D».

Lui lo sa perché il suo primo abbonamento l'ha sottoscritto proprio quando il Parma era sprofondato nell'inferno della quarta serie.

«Prima compravo il biglietto - racconta Centinaio -. Poi, nel momento peggiore, ho deciso di fare l'abbonamento, perché bisogna stare sempre vicini alla propria squadra».

Se prima veniva spesso a Parma, non solo per l'attività politica ma anche per tifare i crociati, il senatore conferma che l'incarico di ministro lo farà avvicinare ancora di più. «Vista l'importanza che ha l'agricoltura per questo territorio - conclude il senatore della Lega -, a Parma mi vedranno parecchio. E non solo allo stadio».

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