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Processo al Parma (e a Calaiò): "Sentenza definitiva entro il 20 luglio"

di Vittorio Rotolo -

26 giugno 2018, 07:00

«I tempi del processo sportivo saranno molto rapidi. Prevedo che i primi due gradi di giudizio in ambito federale si risolveranno, ragionevolmente, da qui al prossimo 20 luglio».

L’avvocato Massimo Diana, esperto di diritto sportivo, prova a fare chiarezza sull’iter che segue il deferimento di Emanuele Calaiò e del Parma Calcio 1913 per responsabilità oggettiva, in relazione agli sms inviati dall’attaccante prima della sfida di campionato contro lo Spezia a Filippo De Col, giocatore della squadra ligure ed ex compagno di squadra dello stesso Calaiò.

Una vicenda che sta tenendo col fiato sospeso l’intera tifoseria crociata, preoccupata dalle possibili conseguenze. «Se consideriamo che il deferimento è scattato lo scorso 20 giugno, si potrebbe andare a dibattimento, davanti al Tribunale federale nazionale, presumibilmente già martedì 3 luglio» - ipotizza Diana. «In quella circostanza, saranno ascoltate le parti in causa e valutate le prove: nel caso specifico, presumo, gli screenshot dei messaggi inviati tramite Whatsapp. La Procura federale formulerà quindi la propria richiesta. E la decisione del giudice sarà comunicata nella stessa giornata. Al massimo, potrebbe slittare di 24 ore».

Ed a quel punto, cosa succede? «Nel momento in cui viene pubblicata la sentenza, e contestualmente pure le motivazioni, chi intende fare ricorso in appello, avrà solo due giorni di tempo per presentare la propria istanza. Bisogna agire quindi in maniera tempestiva – chiarisce il legale – in quanto la richiesta di appello non può essere presentata via Pec, ma deve essere fisicamente depositata a Roma. Di qui, prima che si possa aprire il dibattito in Corte federale d’appello, occorrono almeno altri dieci giorni. In secondo grado, il procedimento è analogo: cambia però il giudice. C’è infine un terzo grado di giudizio, rappresentato dal Collegio di Garanzia del Coni, che si esprime solo su valutazioni di diritto, se dovessero emergere cioè errori processuali o di applicazione delle norme».

Sui possibili scenari scaturiti dalla sentenza, l’avvocato Diana è cauto. «Non essendo a conoscenza degli atti, preferisco ovviamente non esprimermi. Di norma – fa notare – la responsabilità oggettiva viene punita con due punti di penalizzazione, ma non è così scontato: bisogna infatti valutare la gravità della condotta. Se la sentenza a carico di Calaiò, e di conseguenza del club, fosse sfavorevole, occorrerà capire dove il Parma sconterebbe gli eventuali punti di penalizzazione, se nel prossimo campionato o in quello appena concluso. In quest’ultimo caso, la classifica verrebbe stravolta».

Il rischio di ricorsi a catena, da parte delle altre società coinvolte nel discorso promozione, è concreto. «Non possiamo escluderlo» - avverte Diana. «Da quello che ho letto, mi sembra già che il Palermo sia intenzionato a costituirsi. Sul piano giuridico, ne ha tutto il diritto».

LE OTTO DOMANDE

1 - Dove viene celebrato il processo sportivo?
Sia in primo che in secondo grado, il processo si svolge nella sede del Tribunale federale nazionale della Figc a Roma.

2 -  Da quante persone è composto l’organo giudicante?
Il Tribunale federale e la Corte federale di appello giudicano con un numero variabile di tre o cinque componenti.

3 - Quali sono i tempi previsti per la sentenza?
In entrambi i casi, la sentenza viene comunicata in giornata stessa o nelle 24 ore successive.

4 - Qual è il termine ultimo per la presentazione dell’eventuale ricorso?
Da quando viene pubblicata la sentenza, il ricorrente ha due giorni di tempo per presentare la propria istanza di appello.

5 - Il ricorso può essere presentato attraverso Posta elettronica certificata?
No. Deve essere depositato fisicamente, a Roma. E questo restringe ancora di più il tempo a disposizione del ricorrente.

6 - In Corte federale d’appello, il dibattimento segue le stesse modalità del primo grado?
Si, ma cambia il giudice.

7 - Esiste un terzo grado di giudizio?
Sì, è il Collegio di Garanzia del Coni. Che può esprimersi però solo in merito ad eventuali errori processuali o di applicazione delle norme.

8 - Cosa rischiano Calaiò ed il Parma?
L’attaccante rischia una squalifica a tempo. Il Parma potrebbe incorrere invece in una penalizzazione o in un’ammenda.