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Paura

Bimbo di 5 anni scappa dall'asilo: «Volevo andare da mio cugino»

30 giugno 2018, 07:03

Bimbo di 5 anni scappa dall'asilo: «Volevo andare da mio cugino»

LAURA FRUGONI

Dev'essere un tipetto sveglio, a dir poco intraprendente, e chissà se si è reso conto di quanto l'ha combinata grossa, questa volta.

Un soldo di cacio di cinque anni (lui di sicuro avrebbe da ridire: «cinque e mezzo»), che un paio di giorni fa all'ora del pisolino pomeridiano è letteralmente fuggito dall'asilo che frequenta tutti i giorni e s'è ritrovato a girovagare per la strada. Spaventato dall'improvviso cambio di scena, solo soletto in mezzo a mille facce sconosciute con le auto che gli sfrecciavano davanti al naso? Per nulla.

Chi l'ha visto «in azione» lo descrive in tutt'altro modo: tranquillo e sicuro. E più che determinato a raggiungere la destinazione che aveva in testa: la casa di un cuginetto.

La storia è finita bene, il bambino è stato «riacciuffato» al volo dai carabinieri, a loro volta avvertiti da una passante altrettanto solerte e rapida a fermare il minuscolo vagabondo. Per questo ora possiamo raccontarla (sfumandone i contorni) aggiungendo qualche particolare che strappa il sorriso: senza dimenticare, ovviamente, i pericoli che quel piccoletto ha corso e quanto diventa seria e complicata la faccenda per gli adulti, quando un ospite così piccolo sparisce da una struttura arci-protetta come dovrebbe essere una scuola materna.

Prima periferia della città, i bambini dell'asilo in questione avevano appena finito di pranzare. Lui, però, non si sentiva tanto bene (un malessere non inventato: aveva vomitato) e dunque aveva preferito restarsene sdraiato su un divanetto all'interno della sua sezione mentre il resto dei compagni uscivano nel giardino a giocare.

Una delle due maestre che seguono la classe era andata in pausa, mentre l'altra seguiva i bimbi fuori, contemporaneamente tendendo d'occhio il compagno indisposto: accoccolato sul divano, ma sempre sveglio e vigile. Dev'essere stato proprio lì che gli è frullata in testa l'idea di svignarsela.

Quando l'insegnante ha invitato la classe a rientrare, ha avuto un sussulto: il divanetto era vuoto. Strano, ma ancora non troppo: lo scolaretto è vivace, gli piace giocare anche a nascondino. E però l'apprensione cresceva: la maestra ha guardato dappertutto. Niente. Sempre più angosciata, ha chiamato la collega e a quel punto non c'era un minuto da perdere. Hanno avvertito la mamma del piccolo e le forze dell'ordine.

Lasciamo l'asilo in pieno subbuglio e vediamo cosa stava succedendo fuori, per strada.

Una giovane donna sta camminando in via Langhirano e lo vede: il piccoletto non cammina ma corre e per giunta sta cercando di attraversare la strada. La giovane gli va incontro e lo blocca. ferma un altro passante perché l'aiuti a non farselo scappare, afferra il cellulare e chiama il 112.

Arriva una gazzella. I militari si avvicinano al bambino con aria rassicurante: «Ehi, come mai sei solo? Dove stai andando così di fretta?».

Lui non fa una piega: «Sto andando da mio cugino. Abita qui vicino». «Sai cosa facciamo? Ti accompagniamo noi da tuo cugino se ci fai vedere dove abita». Il bimbo, scortato dagli angeli custodi in divisa, approda davanti a una casa. Trova subito il campanello conosciuto e suona.

Apre la porta una ragazzina («sì, è mio cugino») e a questo punto i militari la invitano a chiamare al telefono la mamma del bimbo.

L'adolescente ubbidisce: la mamma (anche lei in preda all'angoscia: la scuola l'aveva avvertita che il figlio non si trovava) risponde e finalmente può tornare a respirare. Il piccolo è salvo e sta bene.

Si precipita a casa della nipote e riabbraccia il suo «diavoletto» (che di certo, poi, avrà ascoltato a orecchie basse una bella ramanzina).

Siamo all'happy end: il bambino ha percorso neanche un chilometro di strada, la «sparizione» è durata una mezz'ora minuto più minuto meno. Resta da capire come diavolo ha fatto a svignarsela: non pare che sia uscito dalle porte principali. Alle 13,15 era scattata la prima uscita dei bambini dalla scuola: l'operatore dell'infanzia presente ha assicurato di non averlo visto. Dunque, come c'è riuscito?

Anche i carabinieri sono arrivati nella materna a dare un'occhiata. Un'ipotesi che non pare affatto campata in aria è che il bambino abbia addirittura scavalcato la recinzione, che non è altissima (poco più di lui).

Doveroso avvertire l'autorità giudiziaria di quello che è successo. Non dovrebbero comunque esserci all'orizzonte altri strascichi spiacevoli: la mamma del bimbo non avrebbe intenzione di sporgere denuncia contro le maestre.

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