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Allarme

I vandali delle scuole sono tornati: in due giorni colpiti Rondani, Melloni e Salvo D'Acquisto

30 giugno 2018, 07:02

I vandali delle scuole sono tornati: in due giorni colpiti Rondani, Melloni e Salvo D'Acquisto

MARA VAROLI

I vandali sono tornati. A distanza di poche settimane la banda delle scuole è tornata a colpire: in due giorni tre incursioni al Melloni, al Rondani e alla Salvo D'Acquisto. E se nei primi due istituti il raid è avvenuto di notte, nel terzo è addirittura successo in pieno giorno, alle quattro del pomeriggio. Ieri mattina il prefetto Giuseppe Forlani ha convocato un tavolo sulla sicurezza con i dirigenti scolastici, anche perché ormai tutte le scuole sono state prese di mira dalla banda dei rapper, almeno secondo le indiscrezioni che erano uscite nei vandalismi precedenti: ragazzi con bermuda, fazzoletti sul viso e autori di scritte che si rifanno alla musica rap. Ma non è detto che gli autori siano sempre gli stessi.

«E' la seconda volta in venti giorni che entrano al Melloni - spiega il preside Giovanni Brunazzi -. Nella notte tra l'8 e il 9 giugno sono stato chiamato dal servizio di vigilanza che è intervenuto subito allo scattare dell'allarme insieme alla polizia. Abbiamo riscontrato che due finestre al piano terra verso viale Maria Luigia erano state forzate: hanno strappato i fili delle telecamere e forzati tre distributori automatici al piano terra della scuola. Hanno rubato le monete e danneggiato le macchinette. Ieri mattina alle 5 mi ha nuovamente chiamato il servizio di vigilanza e ci siamo trovati davanti alla scuola con i carabinieri: i vandali questa volta sono entrati da via Pintor e hanno rotto la porta d'ingresso. Hanno cercato l'incasso del bar interno che fortunatamente non c'era e hanno nuovamente distrutto i tre distributori automatici. Ma l'incasso doveva essere piuttosto scarso, in quanto le lezioni sono finite da venti giorni. E questa volta l'allarme è scattato proprio alle cinque del mattino: incredibile».

«Devo dire che però rispetto ad altre scuole siamo stati anche fortunati - sottolinea il dirigente Brunazzi -. Le scuole sono indifese, perché i molti ingressi non possono consentire un controllo efficace. La collaborazione con le forze dell'ordine è però continua, ma i responsabili sono ancora liberi. Ovviamente i fatti sono sempre stati denunciati».

All'istituto Rondani i vandali sono entrati in azione nella notte tra mercoledì e giovedì: «Sono riusciti ad entrare dall'ingresso del parcheggio - conferma il preside Giorgio Piva -, ma incredibilmente la porta non è stata forzata, per cui resta il mistero di come siano riusciti ad entrare a scuola. Sta di fatto che hanno scassinato le macchinette delle merende nel piano superiore, là dove ci sono gli uffici, e hanno rubato l'incasso. L'altra volta, circa un mese fa, invece la banda ha preso di mira i distributori al piano inferiore». E alla media Salvo D'Acquisto cosa è successo? La banda dei balordi ha colpito martedì pomeriggio alle 16,30: «E' la seconda volta - racconta la preside dell'istituto comprensivo Salvo D'Acquisto Nadia Malcisi -. Sono entrati dal piano terra hanno forzato le porte di emergenza e poi hanno buttato all'aria gli spogliatoi del nostro palazzetto dello sport e hanno tentato di entrare nei laboratori, danneggiando le porte. E' scattato l'allarme e i vandali sono scappati. Noi eravamo a scuola e non li abbiamo visti. L'altra volta è accaduto alla mattina del 16 giugno alle quattro: in quell'occasione avevano rubato i computer e rotto tante cose, macchinette e fotocopiatrice, spaccato porte e sedie».

Un'emergenza, tant'è che ieri mattina in prefettura c'è stato il tavolo sulla sicurezza: «L'incontro è stato voluto dal prefetto che ha sottolineato la vicinanza delle istituzioni alle scuole, perché non debbano sentirsi sole - ha riassunto il preside dell'istituto comprensivo Sanvitale Fra Salimbene Pier Paolo Eramo -. Il prefetto ha fatto un appello agli enti locali perché tutti si devono impegnare per difendere le scuole, simbolo di comunità. Inoltre, ha sottolineato la costante collaborazione delle forze dell'ordine. Il Comune di Parma si è impegnato a fare un'analisi della situazione, per vedere come è possibile intervenire in termini di videosorveglianza e per migliorare le difese passive. Anche la Provincia si è unita per questo impegno».

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