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Oltretorrente

Via Bixio, chiude la storica polleria

30 giugno 2018, 07:01

Via Bixio, chiude la storica polleria

ANTONIO BERTONCINI

«L’ultimo giorno della mia pollivendola. Adesso dove vado?». L’esclamazione di Adriana sintetizza perfettamente lo stato d’animo delle centinaia e centinaia di clienti che ogni giorno affollavano la polleria di via Bixio. D’altra parte, il cartello ben in vista davanti al bancone parla chiaro: «Paola e Luigi ringraziano di cuore la carissima clientela. Buona fortuna a tutti». E accanto a polli e conigli si trova un tavolo con torte, pizzette e prosecco, dal significato inequivocabile di una festa d’addio fra rimpianti e malinconia per un giorno che prima o poi doveva arrivare.

Per la polleria in via Bixio 17, con un secolo di storia alle spalle, è arrivata l’ora fatidica per abbassare una saracinesca che non si aprirà più, l’ennesimo negozio che chiude i battenti nel primo tratto di via Bixio, dove il commercio sembra sempre più ridotto al lumicino. Ma in questo caso la crisi non c’entra nulla: basta restare dieci minuti e fare quattro chiacchiere con i titolari per rendersi conto di quanto fosse popolare quell’occhio di negozio all’angolo con i Guasti di Santa Cecilia.

Il problema è molto semplice, quasi banale: Paola (62 anni) e il marito Luigi (68 anni) sono ormai in pensione, hanno qualche problema familiare e un podere da tirare avanti a Santa Maria del Piano. «Nella vita – dicono – bisogna fare delle scelte». Di certo, però, i clienti non calano, il lavoro è tanto, la fatica pure, ma non mancano le soddisfazioni.

«Eppure – constata Luigi con una punta di amarezza – non si è trovato nessuno che avesse voglia di rilevarlo, forse anche perché è un mestiere impegnativo e faticoso. Bisogna levarsi all’alba e tenere alta la qualità per mantenere i clienti. Così nei prossimi giorni sbaracco tutto e vado in Comune a restituire la licenza».

Fra una chiacchiera e l’alta, l’affollamento del piccolo locale si fa sempre più fitto: è un susseguirsi di baci, abbracci, saluti, persino con qualche lacrima di tanti clienti che in quel negozio hanno trovato degli amici. Qui non mancava mai una parola di conforto, una chiacchiera, persino qualche barzelletta che fa bene allo spirito. «Sono venuta per salutarvi, ma ho la pelle d’oca», dice una signora, e dato l’ambiente non poteva esserci espressione più appropriata. «Ci veniva la mia mamma e io ci vengo apposta ancora oggi da via Bocchialini – le fa eco Gabriella – questo è qualcosa di più di un negozio, ha tutto di speciale, a cominciare dalla gentilezza e dall’affabilità dei gestori».

Per Franca «è un luogo di incontro ed ha una vetrina straordinariamente curata da persone che fanno con amore il loro mestiere», mentre Alessandra sentirà «la mancanza di una battuta, di un sorriso, di quella confidenza che non puoi comprare al supermercato». A lato del bancone c’è persino un quaderno per raccogliere i numeri di telefono dei clienti, per stabilire un contatto anche a saracinesca abbassata.

Paola Carretta e Luigi Vitali, moglie e marito, insieme sul lavoro e nella vita, i due gestori da 33 anni non avranno invece il problema di rimuovere l’insegna, per il semplice fatto che non c’è. «Non sarebbe servita a nulla – constata Paola con orgoglio – perché tutti sanno che qui c’è, o meglio c’era fino ad oggi, la polleria di via Bixio, e bastava passare qui davanti al mattino presto per sentire il profumo dell’arrosto. Con la chiusura di negozi come questo il quartiere perde un po’ della sua identità. L’Oltretorrente è come una grande famiglia, abbiamo condiviso con i clienti tante gioie e anche tanti momenti difficili. Pensi che questa polleria è qui da cento anni, un tempo non c’erano neppure le vetrine e i polli si pelavano al momento della consegna». Col tempo tutto è destinato a finire: stavolta tocca alla polleria di via Bixio 17, ma Paola e Luigi si consolano. «Con gli inviti a cena che abbiamo avuto – dicono – possiamo vivere per un paio d’anni da ospiti dei nostri affezionati clienti».

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