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Emigrati

Dalla California al Parmense, alla ricerca delle proprie radici

01 luglio 2018, 07:00

Dalla California al Parmense, alla ricerca delle proprie radici

COLLECCHIO - Tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento migliaia di italiani emigrarono in America inseguendo il sogno di un futuro migliore. Molti di loro non si erano allontananti mai allontanati dal paese natale eppure, conoscendo il mondo infinitamente meno di quanto non lo si conosca oggi, decisero di sfidare l'ignoto e attraversare l'Atlantico, alla ricerca di una sorta di terra promessa.

In tanti partirono anche dal Parmense e a ingrossare la fiumana di emigrati c'erano anche gli avi di Toni Lynn, una giovane donna della California desiderosa di cercare le sue radici, tanto da spedire, un paio di mesi fa, una lettera a diversi destinatari in Italia i cui nominativi le erano stati indicati da una zia di origini italiane, Rita Pelosi.

«La mia speranza è di ricollegarmi con le mie radici e i parenti del mio defunto padre nella regione di Parma d'Italia. Ci piacerebbe avere l'opportunità di incontrare te, i tuoi discendenti e tutti i miei parenti. Mia nonna Gemma Albertelli aveva diversi fratelli che vivevano negli Stati Uniti e aveva una sorella maggiore, Rosa, che ritornò con il marito in Italia, visse e morì nel Parmense».

Fra i destinatari delle lettere spedite dalla California c'erano anche Raffaella e Cinzia, le quali non hanno esitato a rispondere, per trasformare in realtà il desiderio di Toni di ricostruire parte del proprio albero genealogico.

«Angelo Albertelli e Maria Cavazzini, genitori di Rosa e Gemma, si sposarono a Borgotaro nel 1901 e nel 1905 emigrarono negli Stati Uniti come tanti italiani che tra il 1880 e il 1915 decisero di cercare fortuna in America - hanno scritto Raffaella e Cinzia -. Lì nacquero altri figli, ma solo Rosa ritornò in Italia con suo marito, Giuseppe Pesci, e non rivide più i suoi genitori e fratelli». Stabilito il contatto fra i due continenti, a partire dal mese di maggio Cinzia dall'Italia e Toni Lynn dalla California hanno iniziato la ricerca di altri parenti, riuscendo a contattare - grazie all'aiuto di Ilaria e Corrado Pelosi - altri discendenti dalla parte del marito di Gemma, Santo Pelosi, anch'esso di origini parmensi.

Pochi giorni fa, per la precisione il 23 giugno, il sogno di Toni Lynn è diventato realtà: in 35, tra discendenti delle famiglie Pelosi ed Albertelli, hanno accolto lei, il marito Paul e il piccolo Ivan, organizzando un pranzo per festeggiare il viaggio di Toni e della sua famiglia in Italia, alla ricerca delle sue radici.

Al termine del pranzo, che è stato organizzato a Collecchio, alla Corte di Giarola, Cinzia ha voluto esprimere tutta la sua contentezza per aver contribuito alla riunione della famiglia. Una famiglia che non è inappropriato definire allargata.

«Era la speranza di un futuro migliore che animava chi partiva, lasciando spesso un passato difficile - ha affermato Cinzia -. Non sapremo mai per quanto tempo i nostri bisnonni abbiano riflettuto sulla loro partenza negli Stati Uniti. Resta il fatto che sono partiti e questo è sufficiente per affermare che hanno avuto coraggio, fermezza nel voler cambiare la loro storia. Possiamo solo immaginare i loro sentimenti, le loro speranze in quel viaggio verso l'ignoto».

Riferendosi poi all'esperienza del ramo americano della famiglia, Cinzia ha aggiunto: «Toni Lynn, Paul e Ivan torneranno a casa diversi, perché hanno conosciuto noi che siamo parte di quelle radici del grande albero che i nostri antenati hanno eretto per costruire la loro felicità».

Durante il viaggio alla scoperta delle proprie radici, Toni e la sua famiglia hanno dormito a Guastalla ed hanno visitato il centro di Mantova, oltre ad aver ricevuto in dono il profumo violetta di Parma, una moka Bialetti e il modellino di una Ferrari. Ad ogni invitato al pranzo è stata donata una valigetta-bomboniera in stile vintage contenente la poesia di Paola Olestini, «La valigia», e una fotografia dei bisnonni.

r.c.

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