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Via Emilia

Telecamere spente. Gli aggressori la fanno franca

01 luglio 2018, 07:02

Telecamere spente. Gli aggressori la fanno franca

Pierluigi Dallapina

Passata la paura e calato anche il dolore provocato dai pugni furiosi del suo aggressore, il giovane picchiato una settimana fa in via Parigi da due automobilisti furiosi si è messo alla tastiera del computer per scrivere una lettera al sindaco Federico Pizzarotti chiedendogli di potenziare il sistema di videosorveglianza, dato che le telecamere che avrebbero potuto immortalare la targa dell'auto guidata da chi lo ha riempito di botte, per cause che restano da chiarire, non sarebbero state in funzione.

«L'unica fonte certa per poter risalire all'auto dei nostri aggressori sarebbe stata la telecamera posta sopra la rotatoria di via Emilia», anche se «questa, in realtà, quella sera non era funzionante», ha scritto L.B., 20 anni, nella lettera indirizzata a Federico Pizzarotti.

La rotatoria a cui fa riferimento il giovane - che preferisce mantenere l'anonimato - è quella di strada Elevata, dove si trova la fontana di Cascella, mentre l'aggressione di cui è stato vittima insieme all'amico che era al volante di un'auto decappottabile è avvenuta poco dopo la mezzanotte di sabato scorso.

Dopo una verifica con la Polizia municipale risulta che le due telecamere montate su un palo, all'incrocio fra via Emilia e via Mantova, erano destinate al controllo del traffico, ma sono spente dai tempi del rifacimento della rotatoria. E quindi non sono, al momento, di competenza di nessuno, dato che sono scatole vuote, anche se va sottolineato che il Comune ha avviato il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, con la futura installazione di telecamere in grado di leggere le targhe.

«Noi stavamo provenendo da via Zarotto - riprende il giovane - e mentre eravamo nella rotatoria, diretti verso via Mantova, una Golf di colore grigio scuro, proveniente a gran velocità dall'arco di San Lazzaro, ha inchiodato, finendo ben oltre lo stop», racconta il 20enne, che assicura di non aver insultato, ma di aver fatto un gesto di spavento.

Chissà cosa sarà scattato nella testa dei due uomini a bordo della Golf. «Hanno iniziato a sfanalarci e a seguirci lungo via Mantova e noi, per seminarli, ci siamo infilati in via Provesi, per poi risbucare in via Mantova», prosegue L.B. Ma questo tentativo è stato vano.

«La Golf è rispuntata alle nostre spalle e a causa degli abbaglianti puntati su di né io né l'amico che era alla guida siamo riusciti a leggere la targa», dice, per poi passare a raccontare l'aggressione avvenuta in via Parigi e sfociata dopo l'inseguimento.

«La Golf ci ha superato - assicura - e poi l'autista ha tirato il freno a mano, arrestandosi in diagonale, in mezzo alla strada, davanti alla nostra macchina. A quel punto il guidatore è letteralmente schizzato fuori dall'auto e si è lanciato sul cofano della nostra decappottabile, mentre il passeggero si è precipitato verso il mio amico che era al volante, impedendogli di ingranare la retromarcia per scappare». L'assenza del tettuccio ha reso molto più difficile per i due giovani difendersi dalla furia di quei violenti intenzionati a punirli per un motivo incomprensibile.

«Il mio amico è stato ripetutamente colpito al volto e alla testa dai pugni del primo aggressore - conclude l'autore della lettera al sindaco - mentre io, colpito ripetutamente dal guidatore della Golf, sono riuscito a parare i suoi colpi. In totale, l'aggressione sarà andata avanti per un minuto e mezzo, prima che i due si dileguassero». Grazie all'intervento di un passante.

Il racconto di questa folle aggressione, scattata per futili motivi, si è presto trasformato in una denuncia presentata ai carabinieri, ma a causa della mancanza del numero di targa della Golf sembra quasi impossibile riuscire a risalire all'identità dei due aggressori. «Pur condividendo la necessità, da lei espressa in più occasioni, di maggiore aiuto da parte del governo in materia di sicurezza - scrive il giovane al sindaco - credo che si possa già intervenire e migliorare, utilizzando i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione».

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