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Le «due Gaia» erano a Pescara. La felicità di mamma Paola: "Grazie a tutti"

03 luglio 2018, 07:03

Le «due Gaia» erano a Pescara. La felicità di mamma Paola:

Laura Frugoni

La lunga attesa è finita. L'angoscia di quattro giorni interminabili dissipata di colpo da una telefonata: sono state ritrovate ieri sera a Pescara le «due Gaia», come tutti ormai le chiamano: le diciassettenni fidentine amiche per la pelle, Gaia Fiorentini e Gaia Maria Perasso, che erano scomparse venerdì pomeriggio dal camping Mirage di Marina di Altidona sulla costa marchigiana.

La notizia che tutti aspettavano con il fiato sospeso è rimbalzata poco dopo le 21 di ieri sera: a segnalare la presenza delle due ragazze è stato un giovane dell'Aquila, che le aveva incontrate sabato lungo la spiaggia di Pescara.

Molti i particolari riferiti dal ragazzo lasciavano supporre che la pista fosse finalmente quella giusta: su suggerimento della trasmissione, si è messo in contatto con la polizia e i carabinieri che ieri pomeriggio si sono messi in viaggio per Pescara.

Erano proprio loro, le due Gaia: nessun particolare per ora trapela sul luogo in cui stavano le ragazze al momento in cui si sono trovate davanti i poliziotti. La cosa più importante da sapere: entrambe stanno bene, sono apparse felici e probabilmente sollevate per la fine di questa «avventura» diventata qualcosa più grande di loro.

La polizia ha immediatamente avvertito le famiglie, inchiodate al camping Mirage e le due Gaie sono state riaccompagnate a Fermo, appuntamento con genitori e familiari davanti al commissariato. Da Pescara a Fermo sono poco più di cento chilometri, non c'è voluto molto.

«No, non ho ancora parlato con mia figlia ma mi hanno detto che sta bene - risponde raggiante al telefono Paola Fiorentini, mamma della Gaia con i riccioli chiari - quando me l'hanno detto quasi mi veniva un infarto. Un'altra notte come quelle che abbiamo passato... non so se ce l'avrei fatta. Come mi sento? Felice, è il giorno più felice della mia vita».

Mamma Paola conta i minuti («tra poco spegneremo i telefonini») e pensa solo all'abbraccio che l'aspetta con la figlia ritrovata. Ma qualcosa le preme: un pensiero riconoscente per tutti quelli che sono stati al fianco a loro come alla famiglia di Gaia Maria. «Ringrazio tantissimo le forze dell'ordine, si sono dati tanto da fare per cercare le ragazze. Anche la squadra mobile di Parma che ha collaborato alle indagini. Tutta la città di Fidenza ci è stata vicina. E il sindaco Massari: si è speso tantissimo. E' stato davvero straordinario».

In effetti la scomparsa delle ragazze era diventata un caso nazionale: per cercarle era scattato il Piano persone scomparse, che si attiva nei casi più delicati e complessi e mette in moto una serie di soggetti. Le indagini coordinate dal commissariato di polizia di Fermo (dove è stata presentata la denuncia) ma orma i telex di ricerca avevano raggiunto gli uffici di polizia e carabinieri dalla punta al tacco del Paese. Il prefetto Forlani ha seguito da vicino la vicenda, anche gli investigatori della nostra squadra mobile si sono attivati immediatamente: anche da qui si potevano cercare informazioni e testimonianze preziose.

Quattro giorni di silenzio erano davvero troppi: l'ansia cresceva per quelle due ragazze così giovani, con in tasca pochi soldi (se vivi fuori, cento euro finiscono in un baleno).

Diversi gli aspetti di questa fuga che sicuramente verranno chiariti nelle prossime ore. Uno dei più delicati: capire se qualcuno le ha aiutate nella fuga. Se così fosse rischierebbe parecchio: una denuncia per sottrazione di minore.

Gli investigatori hanno lavorato su due fronti: rintracciate tutte le persone con cui le due ragazze avevano avuto contatti al camping. E poi, ovviamente, monitorate la rete delle vecchie amicizie casalinghe: per verificare se le due Gaia si fossero messe in contatto con qualcuno di «fidato».

Alla fine a permettere di risolvere il rebus è stato un ragazzo come loro: quattro chiacchiere sulla spiaggia affollata del sabato, con due ragazze carine e simpatiche. Avrebbe potuto dimenticarsene, farsi i fatti suoi. E invece no: quando ha saputo che tutti le cercavano, ha fatto la cosa giusta.

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