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Il caso

Abbandonarono la madre, due fratelli condannati

05 luglio 2018, 07:00

Abbandonarono la madre, due fratelli condannati

Roberto Longoni

Ce ne sarà una sola, ma a volte lo si dimentica. Per anni. O per mesi: ed è ancora peggio, se la «distrazione» colpisce all'improvviso, nei confronti di una mamma che aveva sempre potuto contare solo su di te. La mamma in questione era (nel frattempo, è deceduta) un'abitante di un paese della fascia collinare. Aveva un marito, fino alla fine del secolo scorso, quando un tumore non glielo strappò dalle braccia. Aveva anche due figli, fino a quando il secondo non le fu portato via dalla di lui propensione a cacciarsi nei guai. Il ragazzo, piuttosto spericolato nello spendere assegni non sempre coperti, ebbe problemi con la giustizia. Forse da lì nacquero le tensioni che sempre si concentrano sulle «pecore nere» forse subentrò anche la vergogna. Fatto sta il giovane che se ne andò di casa.

Aveva anche un altro figlio, la signora. Più grande di un paio d'anni. Era quello con la «testa a posto», che rimase al fianco della madre, lavorando e prendendosi cura di lei. Non che non ce ne fosse bisogno. La donna, infatti, da anni aveva problemi di origine nervosa. Il figlio «giudizioso» le rimase accanto fino a quando non subentrò un'altra donna. La fidanzata, poi convivente e infine sposa. Non che il giovane sia del tutto scomparso. Però, è uscito di casa, per coronare il proprio sogno d'amore, trasferendosi nel paese della ragazza. Dalla madre, pare che tornasse, almeno una volta alla settimana, per vedere se avesse bisogno, per riempirle frigo e scaffali. Ma non bastava.

La donna fu vista girovagare scalza, cantando a squarciagola. Niente di nuovo, rispose il giovane a chi glielo fece presente. Lui da sempre aveva assistito agli atteggiamenti originali della madre. Peccato che fosse inverno e che quei piedi nudi affondassero nella neve. Una volta, poi, fu la sorella della donna a ricevere la telefonata dal direttore di un supermercato. L'uomo le aveva chiesto come si chiamasse, dopo averla invitata a entrare al caldo, sottraendola alle beffe di un gruppo di extracomunitari nel piazzale antistante. Lei fornì il cognome del cognato.

I carabinieri contattarono entrambi i fratelli. Ma nessuno prese troppo sul serio la situazione. Fino a quando il maggiore vide la madre deperita. A questo punto, intervenne, portando la donna in una struttura (dove rimase pochi mesi, prima di morire). Ma intanto era partita la denuncia per abbandono di incapace. La storia è finita davanti al giudice, che ha condannato entrambi i fratelli, aggiungendo un mese alla pena richiesta dal pm Lino Vicini per il maggiore: i nove mesi per lui sono diventati dieci (ma la pena è stata sospesa). Per il minore, i mesi sono otto come richiesto dall'accusa. Ma fanno saltare anche una precedente sospensione di pena della quale aveva goduto il secondogenito.

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