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Tribunale

Alfonso D'Avino è il nuovo procuratore di Parma

05 luglio 2018, 07:00

Alfonso D'Avino è il nuovo procuratore di Parma

Roberto Longoni

L'incarico era vacante dal primo marzo scorso, quando Antonio Rustico andò in pensione, lasciando la reggenza al sostituto procuratore Lucia Russo. Da ieri, Parma ha un nuovo procuratore capo. E' Alfonso D'Avino, dal 2013 procuratore della Repubblica aggiunto presso il Tribunale di Napoli.

Lunga e in posti chiave la carriera del nuovo responsabile della nostra Procura. Entrato in magistratura nel febbraio del 1984, nel 1985 è stato nominato giudice del Tribunale di Paola, per poi diventare sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli a fine 1989, ruolo ricoperto fino al febbraio 2013. Per la guida della Procura parmigiana, D'Avino ha prevalso su altri 16 magistrati che avevano presentato la stessa domanda. E alla fine ha ottenuto 12 preferenze dal plenum del Consiglio superiore della magistratura contro le 5 del suo diretto concorrente, Domenico Angelo Raffaele Seccia, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Fermo dal settembre del 2013.

Dai colleghi del Csm, D'Avino è giudicato «un magistrato dotato di elevate capacità professionali, ottima preparazione giuridica e spiccata laboriosità». Doti già emerse nei quattro anni da giudice istruttore penale presso il Tribunale di Paola, dove gli venne anche assegnato un ruolo civile oltre a quello di componente dei collegi penale, civile, fallimentare e agrario. Un magistrato eclettico, dall'esperienza molto variegata. Che si è notevolmente arricchita nel periodo seguente, nei 24 anni da sostituto procuratore a Napoli: dal 1989 al 1992 assegnato alle sezioni reati di criminalità comune; dal novembre del 1992 al maggio del 2002 alle sezioni reati contro la Pubblica amministrazione; poi, per altri dieci anni assegnato alla Direzione distrettuale antimafia; dalla fine di maggio del 2012 al febbraio 2013 assegnato alla sezione terrorismo, misure di prevenzione e immigrazione.

Infine, la promozione a procuratore aggiunto, con diverse deleghe: per il coordinamento delle sezioni VI (Tutela penale del lavoro e colpe professionali), per le sezioni IX (Affari civili) e XI (Procedimenti di competenza dei giudici di pace), per le funzioni di indirizzo e vigilanza sugli uffici Dibattimento, Sportello 355, servizio Modello 42 e servizio Fondo unico di giustizia. Inoltre era lui responsabile della gestione amministrativa del settore dei vice procuratori onorari. Nella Procura di Napoli, a D'Avino era stata affidata anche la delega per il coordinamento delle sezioni per Tutela delle fasce deboli e per i Reati contro la Pubblica amministrazione. Il procuratore capo di Napoli ha definito «eccellenti» i risultati da lui ottenuti.

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