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Salsomaggiore

Fritelli: «2018 anno decisivo per le Terme»

06 luglio 2018, 07:00

Fritelli: «2018 anno decisivo per le Terme»

Egidio Bandini

Come si suol dire, «a bocce ferme» abbiamo intervistato Filippo Fritelli, confermato alla guida del comune di Salso per i prossimi 5 anni. Un'intervista che parte dalle, ovvie, considerazioni politiche.

Come giudica la sua riconferma, alla luce di ciò che, invece, è accaduto in tutta Italia, sia alle politiche dello scorso marzo, che alle amministrative di giugno?

«Devo dire che, secondo me, qui a Salso i cittadini hanno votato non i simboli di partito, ma le persone, facendo una valutazione sui candidati. È anche vero che oggi, in Italia, c'è un “vento” che va in una precisa direzione e che vede il mio partito (il Pd, ndr) assolutamente al minimo storico. Ho già avuto modo di dichiarare che, coerentemente, non abbiamo “abbandonato la casa”, ma siamo in mezzo alle macerie. Questa immagine, a mio parere, è quella che rende meglio la nostra situazione odierna, che ci vede completamente soli, anche nella nostra azione quotidiana sul territorio. Abbiamo trovato, in questa campagna elettorale, dal punto di vista sia politico che amministrativo, soltanto l'appoggio della Regione Emilia Romagna. Il nostro orizzonte politico e di interlocuzione, oggi, termina lì. Ho però costruito, anche come presidente della Provincia, una rete di collaborazione con gli amici sindaci, che sono stati una componente importante, pur se anche parzialmente esterna al Pd. In sintesi, i cittadini di Salso hanno votato le persone, ma in un clima generale di disillusione politica, significato anche dal numero delle astensioni al voto».

Si dice che questo sia l'anno decisivo per Salsomaggiore. Il 2018 sarà davvero l'anno della svolta?

«Quest'anno sarà decisivo, perché la procedura delle Terme dovrà arrivare al dunque. Almeno sulle parti principali e prima della fine dell'anno, a mio avviso, dovranno essere completate le operazioni fondamentali legate alle alienazioni e quindi ai subentri dei vari soggetti investitori. Credo che di offerte interessanti ve ne siano, a partire da quella degli attuali gestori (Tst Srl. ndr.) e che vi sia una progettualità seria sul Berzieri, che rappresenterà la vera svolta di Salso. Dovremo poi lavorare alacremente per la riapertura degli alberghi Porro e Valentini, che speravamo di poter attuare prima della fine dello scorso mandato, ma che deve assolutamente concretizzarsi adesso, benché non dipenda affatto da noi, dal momento che anche per questo asset abbiamo offerte concrete e assolutamente affidabili. Salso ha bisogno di questo polo alberghiero, che si affianchi all'intera offerta salsese, che comunque è cresciuta e diventata importante, anche grazie al Grand Hotel, ma non solo». Un'ultima domanda: dove eravamo rimasti?

«Ho come l'impressione che non siamo mai andati via. Ho fatto il sindaco fino a sabato 23 giugno e, dopo la pausa elettorale, con la proclamazione sono tornato alla guida della città. Nulla è cambiato. La prima parte di un nuovo mandato è la conclusione di tutta una serie di partite che si erano aperte nei cinque anni precedenti, ma il fatto di essere ancora qui mi permette di conoscerle e di non perdere tempo. Abbiamo tematiche da discutere, in giunta e in consiglio, che devono essere definite: dagli eventi, al sostegno di alcune attività, agli impianti sportivi, alle politiche del personale. Quindi assoluta continuità. Stiamo lavorando alla composizione della nuova squadra che dovrà lavorare insieme e a stretto contatto con i cittadini, mettendoci ogni giorno la faccia, non sottraendoci alle discussioni, anche su temi che, magari, non si possono risolvere immediatamente, ma vanno affrontati assieme alla città. Cinque anni saranno lunghi, anche se adesso c'è ansia di partire. Dovremo trovare gli equilibri che consentano alla squadra di viaggiare con un orizzonte che guardi a tutti e cinque gli anni, non accontentandosi del contingente, dell'immediato. Credo, per concludere, che Salso non potesse permettersi un terremoto politico, ripartire da zero, in qualche modo resettare tutto e tornare a qualche anno fa. C'era bisogno di una stabilità complessiva, perché la città aveva già sofferto troppo. Molti salsesi, convinti di questo, hanno votato per noi e li ringrazio della fiducia, impegnandomi a non deluderli, nei passaggi fondamentali per la nostra città e per il suo territorio».

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