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Salute

Vaccini, nuove regole. Ma i medici: «Non abbassare la guardia»

06 luglio 2018, 07:01

Vaccini, nuove regole. Ma i medici: «Non abbassare la guardia»

Monica Tiezzi

Vaccinazioni, si cambia: basterà un'autocertificazione per far iscrivere a scuola i propri figli e la scadenza del 10 luglio non sarà «perentoria».

Una semplificazione burocratica che «non inficia la raccomandazione di vaccinare i bambini - dice Icilio Dodi, direttore della Pediatria generale e d'urgenza dell'ospedale Maggiore - La vaccinazione è una tutela per i bambini sani e per quelli che, per varie patologie, non possono farli e sono immunodepressi». È la cosiddetta «immunità di gregge»: inserito in una comunità di bimbi vaccinati, il più debole, anche se non immunizzato, è «coperto» dal rischio. Dodi ricorda gli ultimi casi di meningiti da emofilo B e da pneumococco nella pediatria di Parma, una ventina di anni fa (oggi la vaccinazione per queste malattie nella nostra città è oltre il 98%). Malattie che hanno lasciato a volte, dice, danni cerebrali importanti. «Vaccinare è il più grande regalo che un genitore può fare al proprio figlio» conclude il pediatra.

Ma anche sulle vaccinazioni per gli adulti l'Emilia Romagna ha sempre avuto grande attenzione. Lo ricorda Carlo Calzetti, infettivologo dell'ospedale Maggiore: «Con un documento sul “Rischio biologico e criteri per l’idoneità alla mansione specifica dell’operatore sanitario” la Regione ha stabilito, nel febbraio di quest'anno, che gli operatori sanitari in reparti come oncologia, ematologia, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, pronto soccorso e centri trapianti devono essere vaccinati contro morbillo, parotite, rosolia e varicella. Pena cambiare mansione. Una norma giusta per la tutela dei pazienti», dice Calzetti.

Rivendica gli ottimi risultati raggiunti nella nostra provincia per le coperture vaccinali («la miglior performance in Regione») Marella Zatelli, responsabile dell'Igiene pubblica dell'Ausl: «Il lavoro messo in campo ha fatto lievitare quest'anno al 98,6% le coperture del vaccino esavalente (contro difterite, tetano, polio, epatite B, pertosse ed emofilo B, ndr) al dodicesimo mese di vita. Eravamo al 94,4% nel 2015, al 95,8% nel 2016, al 97,1% nel 2017».

Merito, continua Zatelli, «del lavoro sinergico con scuole, ex provveditorati e province e dell'anagrafe regionale vaccinale. Un lavoro che ha facilitato i genitori. Lo scambio diretto di elenchi tra noi e le scuole ha permesso una rapida verifica dei ragazzi non in regola. Tutti i genitori degli studenti fino a 16 anni con il calendario vaccinale incompleto hanno ricevuto una lettera e questo ha consentito un recupero non indifferente». Insomma la semplificazione, rivendica Zatelli, è già stata messa in atto. «C'è da capire cosa ci si può aspettare ora. È labile il confine tra obbligo e consiglio. Una cosa è certa: le vaccinazioni sono un presidio indispensabile per evitare che tornino a circolare le malattie infettive».

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