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Vacanze

Guasto all'aereo: odissea per una coppia parmigiana

07 luglio 2018, 07:02

Guasto all'aereo: odissea per una coppia parmigiana

Avrebbe dovuto essere una bella vacanza, si è trasformata in un incubo. Questa la disavventura vissuta da una coppia di giovani parmigiani, Beatrice Bonati e il fidanzato Filippo Merusi, incappati in un aereo che ha fatto le bizze.

I due sono partiti mercoledì 27 giugno da Bologna con un volo diretto ad Alghero. Una settimana dopo, terminato il soggiorno, la coppia sarebbe dovuta ripartire da Alghero per Bologna giovedì 5 luglio con un volo Ryanair fissato per le 14,30.

I circa 200 passeggeri fanno le procedure di imbarco e si accomodano sull'aereo. Passa quasi un'ora, nessun accenno al decollo. L'equipaggio non dà comunicazioni, qualcuno chiede spiegazioni. «Si è rotto lo sportello del vano scala, ma il tecnico deve arrivare da Bergamo», è la sconcertante risposta.

Tutti fuori. Sono le 18 quando arriva, con un volo di linea, il tecnico bergamasco che si mette subito al lavoro per tentare di riparare il danno. I passeggeri osservano la scena dai vetri dell'aeroporto, masticando il panino acquistato con un buono pasto messo a disposizione dalla compagnia aerea: alla fine l'uomo riesce a far rientrare la scala, ma non a richiudere lo sportello.

Sono ormai le 21, ed è chiaro che il rientro, almeno per con quell'aereo, è saltato. «Ma tutto questo l'abbiamo intuito perché nessuno ci ha dato comunicazioni ufficiali fino alle 22», spiega Beatrice. A quel punto viene presa d'assalto l'unica biglietteria rimasta aperta nello scalo sardo. Si esauriscono in una manciata di minuti i pochi voli disponibili per le ore e i giorni seguenti. Poi scoppia il caos.

«Eravamo stanchi ed esasperati, nessuno aveva cenato. C'erano anche passeggeri in carrozzina, anziani e bimbi. Sono dovuti intervenire gli agenti del posto di polizia dell'aeroporto per tentare di calmare le acque», raccontano i due.

Parte la corsa dei mancati passeggeri a prenotare voli via cellulare su altre compagnie. «Purtroppo abbiamo telefonini un po' obsoleti, non riuscivamo a portare a termine l'operazione. E nella nostra condizione c'erano anche diversi anziani», spiega la coppia di parmigiani. «Ci sarebbe ancora un volo Ryan, ma parte solo martedì 10» spiega ai due l'addetta alla biglietteria quando finalmente, dopo una coda infinita, riescono ad approdare al bancone. Ossia cinque giorni dopo la data prevista.

Intanto si è fatta mezzanotte, la giovane coppia è esausta e arrabbiata e chiede aiuto ai poliziotti, «gli unici disponibili e gentili in questa situazione», dice Beatrice. Gli agenti mettono a disposizione un cellulare del posto di polizia e i fidanzati riescono a prenotare a loro spese (110 euro a testa) un volo Alitalia per Milano (anche se l'auto era parcheggiata a Bologna) per il giorno seguente, martedì 6 luglio, alle 6 del mattino.

È tempo di andare a dormire, in un hotel «che forse sarà pagato da Ryanair. In realtà alla reception ci hanno detto di non aver avuto nessuna comunicazione dalla compagnia aerea e hanno preteso la fotocopia dei nostri documenti, riservandosi di addebitarci in seguito il conto», dicono i fidanzati.

Infine, ieri mattina, il tanto sospirato decollo. I due vengono prelevati da un bus della compagnia aerea in hotel assieme ad altri passeggeri e accompagnati in aeroporto ad Alghero. Poi, all'atterraggio a Milano Linate, c'è un altro bus della Ryanair che li accompagna a Bologna. Arrivano a Parma a mezzogiorno, 21 ore dopo l'inizio dell'«avventura».

Chiederete i danni? «Certo. Ma al di là di questo, siamo sconcertati da come sono andate le cose, dalla carenza di informazioni e dalla disorganizzazione generale. Se non fosse stato per la polizia, saremmo ancora in alto mare. Non è giusto», dice la malcapitata coppia.

r.c.

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