Sei in Archivio bozze

SAN SECONDO

Niente automedica per 9 notti

07 luglio 2018, 07:00

Niente automedica per 9 notti

PAOLO PANNI

SAN SECONDO

Mancano i medici per l'emergenza territoriale e così, per nove notti, tra il 12 e il 30 luglio, non potrà essere garantito il servizio di automedica 118 che parte, da molti anni ormai, dalla sede del comitato locale della Croce rossa di San Secondo, Roccabianca e Sissa Trecasali.

Una «tegola» in caso di emergenze che dovessero verificarsi non solo nei tre comuni interessati ma anche in diversi altri della Bassa (tra cui Soragna, Fontanellato, Polesine Zibello, Busseto) in cui il servizio di automedica 118 che parte da San Secondo è attivo. «Un disservizio scandaloso e pericoloso che bisognerebbe cercare di evitare con misure urgentissime – ha commentato il vicepresidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna ed esponente della Lega, Fabio Rainieri, che ha subito presentato un'interrogazione in Regione, chiedendo «misure urgenti – ha spiegato - per impedire che il venire meno di tale servizio produca ritardi e inefficienze che possono avere ripercussioni anche molto gravi sui pazienti utenti» e «per avere chiarimenti sul perché non si è riusciti ad evitare questa situazione – La causa – sostiene Rainiei - è risaputa: l'Ausl di Parma deve garantire, secondo la convenzione in vigore, la presenza di un medico formato per l'emergenza territoriale sull'equipaggio dell'automedica, ma l'organico di quei medici per le postazioni di Fidenza, San Secondo e Borgotaro è molto carente perché ne mancano da mesi almeno cinque e quelli in attività sono sottoposti a turni massacranti con conseguenti rischi per la loro salute e per quella dei pazienti. Sarebbe ora che in Assessorato regionale a Bologna si pensasse a coprire al più presto le carenze prima che vengano interrotti i servizi, per di più così importanti, come quest'ultimo che riguarda l'emergenza urgenza. È brutto dirlo – ha attaccato- ma questo è quello produce la politica sanitaria voluta dal Pd in Regione per cui, al di là delle promesse solenni e dei grandi annunci, i servizi sanitari continuano ad essere tagliati mentre i soldi per l'assistenza più che completa ai clandestini si trovano sempre».

Da parte dei vertici della Cri di San Secondo, al momento, non sono pervenute dichiarazioni, in attesa che la vicenda possa essere chiarita.

Di poche parole anche il sindaco Antonio Dodi che si è limitato ad osservare che «sono in corso contatti con gli Enti preposti e quindi, per ora, non sono in grado di rilasciare dichiarazioni. Si sta collaborando e lavorando – ha aggiunto - per garantire il più possibile la continuità del servizio».

Ha rincarato invece la dose il sindaco di Roccabianca Marco Antonioli che ha parlato di «situazione grave» chiedendo già ieri, per iscritto «un incontro ad Ausl e al presidente del Comitato di distretto al fine di avere spiegazioni e chiarimenti sulla vicenda. Ho anche appreso con stupore e rammarico – ha detto – del fatto che Ausl abbia soltanto inviato una comunicazione via fax alla Croce rossa e non alle amministrazioni locali. Non è certo questo il modo di comunicare, per altro pochi giorni prima, le cose. Siamo di fronte al rischio di avere un grave disservizio sui nostri territori; per questo è necessario far fronte comune per affrontare la cosa e trovare insieme le possibili soluzioni alternative».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal