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VIALE PIER MARIA ROSSI

Atterra la ladra che gli aveva sfilato il Rolex

08 luglio 2018, 07:03

Atterra la ladra che gli aveva sfilato il Rolex

Laura Frugoni

«Meglio raccontarle, queste cose. Così la gente sta un po' più attenta. Quella nomade mi ha sfilato il Rolex in un nanosecondo, con una destrezza incredibile. L'orologio ha la sicura, una persona normale non è capace di fare qualcosa del genere». E' ancora sbigottito, mentre racconta quel che gli è successo, Roberto Siragusa, assicuratore sessantenne, fisico atletico di chi ha sempre fatto sport. Vista la stazza considerevole non era proprio l'obiettivo ideale: non per caso, l'altro giorno, la sua capacità di reazione ha vinto alla grande sullo stupore del momento: ha letteralmente atterrato la ladra, strappandole dalla mano il prezioso orologio. Poi l'ha lasciata andare e ha chiamato la polizia. «Per fortuna non s'è fatta male, altrimenti sai come finiva... nei guai ci andavo io». Un paio di giorni fa Siragusa stava tornando al lavoro in bicicletta dopo la pausa pranzo. «Ero su viale Partigiani d'Italia in jeans e camicia, con le maniche arrotolate. Probabilmente è così che ti adocchiano: quell'auto mi ha affiancato, hanno notato il Rolex». Un Submariner d'acciaio degli anni Settanta: ormai un modello d'epoca («vale un sacco di soldi») oltre che un caro ricordo a cui è particolarmente affezionato.

«Ho svoltato in viale Pier Maria Rossi, dove c'è la sede dell'Allianz e sono entrato nel cortiletto. Mentre scendo dalla bici vedo una macchina che accosta e si ferma lì davanti: una Fiat Stilo scassatissima con quattro persone a bordo, due uomini e due donne».

Dapprima scende soltanto una dei passeggeri: sui 35 anni, capelli scuri, carnagione ambrata, «poteva essere peruviana o sudamericana ma mi ha detto che era portoghese. E' entrata nel cortile e s'è avvicinata. Ha cominciato a cantilenare in italiano stentato: “faccio le pulizie, sono incinta, devo lavorare... mi puoi aiutare?” e mi ha allungato un biglietto: “tu dare mio numero alla chiesa. Io avere bisogno di lavorare”». Ma ecco che all'orizzonte spunta la compare, più giovane e molto diversa nei colori: «Alta, bionda e “slavata”, poteva essere moldava. Sicuramente dell'Est Europa. Sgrana gli occhioni: “Grazie signore, come sei carino”, e cerca di abbracciarmi. Capisco che c'è sotto qualcosa e d'istinto mi tiro indietro...».

A questo punto «la portoghese» entra in azione: «Prima mi fa gli auguri e poi mi prende il braccio. Con una delicatezza incredibile mi sfila l'orologio». Siragusa comincia a urlare, ma nessuno lo sente: la più giovane scappa a gambe levate mentre lui, d'istinto blocca la ladra e la butta a terra.

«S'è spaventata, ha cominciato a piagnucolare “non farmi del male, il bambino...». Ma il pancione ce l'aveva? «Un pancino, piuttosto. Francamente non so se fosse incinta davvero». Non le restava che restituire l'orologio: «In realtà me lo sono preso. Poi l'ho lasciata andare ed è scappata via anche lei». Le due donne risalgono sulla vecchia Stilo che s'allontana. In viale Pier Maria Rossi arriva una volante. Ma il quartetto dall'occhio lungo è già sparito all'orizzonte: in cerca di qualche altra preda, magari un po' più facile.

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