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Inceneritore

Mutti: «Parma non diventi un grande sito di smaltimento rifiuti»

08 luglio 2018, 07:01

Mutti: «Parma non diventi un grande sito di smaltimento rifiuti»

Pierluigi Dallapina

Parma è sinonimo di buon cibo e di prodotti inimitabili che l'hanno fatta conoscere in tutto il mondo come il prosciutto di Parma e il parmigiano reggiano, è la capitale di quella zona fra la pianura e la montagna denominata Food valley e, da qualche anno, può anche fregiarsi del titolo di città creativa Unesco per la gastronomia, un riconoscimento che lega il capoluogo alla buona tavola e al cibo di alta qualità. Alla luce di questi dati, aumentano le preoccupazioni del mondo agricolo, industriale, economico e sociale rispetto ad un eventuale potenziamento dell'inceneritore. «Credo ci sia una condivisione molto ampia sul fatto che Parma non possa connotarsi come un grande sito di smaltimento», esordisce Francesco Mutti, amministratore delegato dell'azienda conserviera con sede in località Piazza, lungo via Traversetolo, commentando il possibile ampliamento della capacità annua di smaltimento rifiuti chiesta da Iren per l'inceneritore di Ugozzolo.

«Già all'origine è stato commesso un errore, perché il termovalorizzatore andava costruito in un'altra zona, non certo all'ingresso della città. Spostandolo si sarebbe compiuto un'operazione intellettualmente più interessante, anche se magari sarebbero potuti aumentare i costi per il trasporto del materiale. Però sono anche convinto – aggiunge – che l'efficienza economica non debba essere l'unico driver per ogni scelta». Per un territorio che lega il successo della propria immagine ai propri prodotti agroalimentari, potrebbe quindi essere controproducente decidere di potenziare un impianto di combustione dei rifiuti.

«Come città e provincia – suggerisce – dovremmo costruire una strategia coerente rispetto a quello che vogliamo essere e che vogliamo diventare. Bisognerebbe quindi evitare di rincorrere ogni singola opportunità economica per costruire un progetto di lungo respiro a favore della comunità. Mi piacerebbe che le politiche adottate dal territorio nel suo complesso siano coerenti con ciò che rappresentiamo. Dobbiamo comprendere ciò che vogliamo fare ed essere e poi dimostrarci coerenti nei confronti degli obiettivi dati». Mutti pone quindi l'accento sul dovere di rispettare le vocazioni di una particolare area geografica come quella della Food valley e poi sulla necessità di agire in modo coerente con i bisogni di un territorio che fonda la propria ricchezza - e il successo della propria immagine - sulla bontà delle proprie Dop e Igp, senza dimenticare l'alta qualità del cibo prodotto a livello industriale.

«Per prima cosa – assicura – bisogna salvaguardare il territorio, nel senso che dovremmo tendere ad un consumo zero del suolo, perché non si produce buon cibo se non si preserva la terra. Cosa potrebbero pensare dei turisti se, un giorno, visitando la nostra provincia, si trovassero di fronte ad un panorama fortemente cementificato?». Il rispetto dell'ambiente in cui nascono prodotti tipici, e in cui operano alcune delle aziende agroalimentari più note a livello italiano ed internazionale, è quindi un fattore determinante, secondo la visione di Mutti, per assicurare successo al «marchio Parma».

«Servono norme - continua l'amministratore delegato della Mutti - che attraverso una visione prospettica disegnino come Parma e la sua provincia vogliono essere non tanto nell'immediato futuro, ma nei prossimi vent'anni. Questa è la prospettiva che dovrebbe cercare di seguire una classe politica evoluta». Francesco Mutti è convinto che spetti proprio alla politica, e a chi amministra le istituzioni, l'onore e l'onere di decidere quali siano le strategie più appropriate per garantire lo sviluppo armonico di un determinato territorio, avendo sempre presente su quali basi poggia il suo successo sia economico che di immagine.

«La salvaguardia del territorio - conclude l'imprenditore - è un compito che spetta non tanto alle aziende private, ma alle istituzioni. Sono loro che devono decidere le norme utili a rispettare il nostro ambiente e a contenere il consumo di suolo».

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