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Schiamazzi

Guerra al bivacco, sui gradini del Regio polizia e carabinieri

09 luglio 2018, 07:03

Guerra al bivacco, sui gradini del Regio polizia e carabinieri

«Meno male che siete venuti. Bravi. Dovete rimanere qui fino all'una di notte però...».

La signora si avvicina al drappello di divise appena apparso in via Garibaldi, proprio davanti al Teatro Regio. Sorrisi cortesi. Qualche battuta. Tocca anche spiegarglielo, però, alla speranzosa signora che quel «picchetto» non può star lì fermo tutta la notte, ladri e spacciatori brinderebbero a champagne.

Dunque, qual era l'emergenza risuonata dalle scale del tempio della lirica? In una parola: il bivacco. E' da un po' i residenti del primo tratto di via Garibaldi si fanno sentire (proteste verbali, esposti scritti) perché dopo il tramonto quei i gradini si fanno troppo affollati. Ragazzi sopratutto, che ridono, bevono e schiamazzano fino a tardi. Qualche volta pure con sottofondo musicale (una chitarra). «Sono tanti, troppi: non si dorme più».

A dir la verità, quando l'altra sera è apparso il gruppo misto di divise - una dozzina tra poliziotti, carabinieri e agenti municipali - impegnate in uno dei tanti servizi congiunti sul territorio, era un po' prestino per incontrare i nottambuli veraci. Intorno alle 21 di sabato sera i giovani - e non solo - appollaiati a gruppetti sulla scalinata saranno stati una ventina. Una compagnia di indiani con le birre («bottiglie vuote nei cestini please»), un paio di studentesse che parlottano fitto, un turista sulla quarantina con macchina fotografica a tracolla che si ferma a chiacchierare con un carabiniere.

«Documenti, prego», s'avvicinano i tutori della legge. Tutti ubbidiscono senza chiedere perché, inevitabile leggere lo stupore su più di un viso. Uno degli indiani non si ricorda quand'è nato («chiamo mia mamma e glielo chiedo), forse sbruffoneggia, comunque l'atmosfera è tranquilla. Pure negli sguardi di qualche poliziotto cogli un filo di perplessità. Comunque: il messaggio anti-bivacco è servito. Partenza soft, almeno per ora.

r.c.

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