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Il ritiro del Parma

Iacoponi: «Vogliamo rimanere in serie A»

09 luglio 2018, 07:00

Iacoponi: «Vogliamo rimanere in serie A»

PAOLO GROSSI

PRATO ALLO STELVIO Per giudizio quasi unanime Simone Iacoponi è stato, nella passata stagione, il crociato dal rendimento più continuo ed elevato. 40 presenze e un gol, diverse gare a destra, tante al centro e l’ultima, quella di La Spezia, proprio come un anno prima a Firenze con l’Alessandria, a sinistra. Un jolly sempre affidabile e apparentemente pronto per affrontare le difficoltà della massima serie.

«La serie A non l’ho mai fatta - ha raccontato ieri nel ritiro di Prato allo Stelvio tra la prima e la seconda seduta di allenamento - tranne che al debutto, quand’ero ragazzo, per mezz’ora a Empoli. Non vedo l’ora di provarla, soprattutto per mettermi alla prova e vedere se posso starci. Ma credo, con ottimismo, che per me sia il momento giusto, e che se lavoreremo bene come gruppo, se saremo organizzati, potremo fare bene anche in serie A».

Anche se si passerà da Piovaccari e Macheda a Icardi e, forse, Cristiano Ronaldo…

«In effetti potremmo avvertire una certa differenza nel livello degli avversari, ma ho visto ad esempio anche nei Mondiali in corso che squadre come il Giappone o la Russia, facendo leva sul collettivo e sull’organizzazione, hanno centrato o sfiorato vere e proprie imprese. Niente ci è precluso in partenza credo, specie se ci si mette la testa giusta».

Che vacanze hai trascorso? Con l’amata canna da pesca sempre tra le mani?

«Ho anche pescato un po’, ma con mia moglie ci siamo concessi una settimana in Sud Africa, itinerante, e una alle Mauritius. E lì non ho pescato…».

Nel frattempo sarà sedimentato quel tourbillon di emozioni generatosi il 18 maggio. Quali sono i ricordi rimasti più vivi della passata stagione?

«È stata un’annata lunga, densa di momenti belli e di altri più duri. Uscirne in quel modo trionfale, con un finale così palpitante, è qualcosa che rimarrà sempre dentro di noi».

Poi è arrivato il fastidioso imprevisto del caso-sms. Che idea ti sei fatto della vicenda?

«Io so solo che quella partita l’ho vissuta sul campo e posso rassicurare tutti sul fatto che è stata una gara vera e intensa, altro che alterata dai messaggini. Poi le indagini, il deferimento, possono destare qualche inquietudine ma ho piena fiducia che la giustizia sportiva farà luce su tutto, chiarendo il gigantesco equivoco».

Ci sarebbe anche la questione del tuo contratto, che è in scadenza…

«È vero, ma non è una domanda per me. Io a Parma sono stato benissimo e vorrei solo rimanere qui a lungo. Aspetto che la società me lo chieda. Ho tanta fiducia ma non mi non mi va di rimanere a scadenza per molto tempo, perché poi non si sa mai… Spero che nei prossimi giorni possiamo accordarci».

Quanto potrà mancare Lucarelli a questo gruppo?

«Ale è insostituibile, la sua carica nello spogliatoio poi sarà difficile da ritrovare. Spero che elementi esperti come Di Cesare, Munari o Calaiò possano adesso prendere per mano la squadra quando ce ne sarà bisogno. Ma comunque Lucarelli gravita ancora attorno a noi e questo è confortante».

Che stagione auspichi per il Parma?

«Spero che possiamo disputare un campionato abbastanza tranquillo ma so anche che non sarà facile. Arrivando da tre promozioni di fila bisogna organizzarsi bene in A sotto tutti gli aspetti. Anche se Parma ha trascorsi importanti, bisogna accettare il fatto che l’obiettivo sarà mantenere la categoria. In che modo poi non so, ma quello è il traguardo, senza voli pindarici che poi possono costare cari».

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