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Treni

Parma-Brescia, sei ore per percorrere meno di 100 chilometri

09 luglio 2018, 07:02

Parma-Brescia, sei ore per percorrere meno di 100 chilometri

VITTORIO ROTOLO

Esasperati e accaldati. Si sono presentati così, davanti alle biglietterie della stazione, alcuni viaggiatori della linea Parma-Brescia per protestare contro l'ennesimo disagio. Il treno che sarebbe dovuto partire da Parma alle 16.13, all'ultimo, è stato cancellato: al suo posto è stato approntato un autobus che è partito alle 16.50 dal piazzale della stazione. Il motivo del cambio non è stato comunicato né dagli altoparlanti della stazione né dal servizio clienti di Trenord. Il sito internet della società che gestisce la tratta - una delle tratte che secondo Legambiente sarebbe tra le peggiori d'Italia - faceva però presente che il treno era stato sostituito con l'autobus, elencando tutte le fermate che avrebbe compiuto la corriera.

I disagi nella giornata di ieri però non si sono limitati alla corsa delle 16.13, perché anche il treno diretto a Brescia delle 18.13 è stato cancellato per motivi che non sono stati chiariti agli utenti. Al suo posto, come era successo in precedenza, è stata fatta partire una corriera.

Da Brescia a Parma il treno è di fatto la sola alternativa possibile per chi ha l’esigenza di muoversi a bordo di un mezzo pubblico. Peccato solo che per i numerosi pendolari, studenti e lavoratori, quella tratta sia un vero e proprio incubo. Che si materializza puntualmente sotto forma di cancellazioni improvvise, ritardi impressionanti (dovuti nello specifico alla presenza di un unico binario su cui si muovono i convogli) e carrozze fatiscenti, alimentate a gasolio - visto che la linea non è elettrificata – e prive di aria condizionata.

L’ultimo capitolo di questa «odissea continua» l’hanno vissuto, sulla propria pelle, i passeggeri del treno originariamente previsto in partenza da Brescia, destinazione Parma via Piadena, alle 13.50 di lunedì scorso. Chi doveva arrivare nella nostra città, ha concluso il proprio viaggio alle 20. Giungendo però a Parma su un autobus messo a disposizione da Trenord e dopo mille peripezie.

A raccontare l’ennesima disavventura ferroviaria sulla tratta è Alice Braga, che questo treno lo prende con una certa frequenza. «Alla stazione di Brescia – esordisce Alice – abbiamo appreso dagli altoparlanti che, a causa di un guasto, il nostro convoglio sarebbe partito con 40 minuti di ritardo. Alle 14.30 siamo saliti sulle carrozze, rimanendo però fermi al binario per 20 minuti. Nel frattempo, i due vagoni si sono riempiti di altri passeggeri diretti a Parma e che avrebbero dovuto prendere l’altro treno, quello delle 14.50, prima annunciato e subito dopo cancellato. Abbiamo viaggiato stipati come sardine dentro una scatoletta: la maggior parte in piedi, ammassati l’uno sopra l’altro» denuncia. «Respirare? Impossibile. L’unica aria che circolava era quella dei finestrini».

Accumulando, di stazione in stazione, altri 40 minuti di ritardo, il treno è giunto a Piadena alle 16.39. E qui, l’ennesima e sgradita sorpresa. «Il capotreno – riprende la passeggera – ci comunica infatti che la corsa di quel convoglio si sarebbe fermata lì e che avremmo dovuto proseguire il viaggio con un autobus sostitutivo, da prendere nel piazzale della stazione. Siamo usciti, ma il bus non c’era. Dal call center di Trenord mi hanno risposto che il mezzo sarebbe partito da Piadena alle 18. Si è presentato alle 18.20 e per arrivare a Parma, facendo tutte le fermate, abbiamo impiegato quasi altre due ore». Il senso di frustrazione è grande. «Soprattutto perché nessuno si è scusato, né ci ha detto cosa avremmo dovuto fare» lamenta Alice. «Ed insieme al danno, pure la beffa. Per oltre due ore di ritardo sarebbe previsto un rimborso del 50%, che però in questo caso non si applica perché inferiore a 4 euro: il biglietto per l’intera tratta costa infatti 7.90 euro. Il problema non è il rimborso, ma la mancanza di sensibilità, da parte di Trenord, nei confronti degli utenti. Su quel treno c’era chi aveva impegni o doveva prendere una coincidenza. Non è possibile – tuona - lasciare le persone abbandonate al proprio destino».

In relazione a quanto accaduto lunedì, da Trenord si limitano a confermare che «il treno delle 13.50 in partenza da Brescia e diretto a Parma ha subito un ritardo a causa di un guasto». E che, «per lo stesso motivo, anche la corsa successiva (quella delle 14.50, ndr) è stata soppressa». «In quel caso – ribadisce Trenord – il problema riscontrato non era infatti risolvibile in tempi brevi». Sul ritardo del bus sostitutivo partito dalla stazione di Piadena ed evidenziato dai passeggeri, l’azienda fa sapere invece che «sono in corso ulteriori verifiche» con la società che gestisce il servizio.

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