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Via Cremonese

Raid al distributore, il titolare: «Con questo sono 23»

09 luglio 2018, 07:01

Raid al distributore, il titolare: «Con questo sono 23»

LAURA FRUGONI

«Lo scriva, che siamo stanchi della gente che viene a derubarci e per pochi soldi ci rovina la vita».

Si sfoga un po' Ermes Mancini: potrebbe essere altrove a godersi il sacrosanto riposo nel bollente dì di festa e invece gli tocca star lì, inchiodato alla pompa di benzina.

L'altra notte i ladri sono tornati (verbo quanto mai appropriato: con questo ha raggiunto i 23 furti subiti) alla sua stazione di servizio, la Q8 di via Cremonese (località Fontana, un chilometro prima del ponte di Viarolo). Stavolta ci sono andati giù duro: letteralmente sradicata la colonnina del self-service, se la sono caricata su un Daily e sono spariti.

Ergo: il self service del distributore adesso non c'è più, se Mancini vuol far funzionare l'area di servizio deve starci lui alla pompa a fare il pieno ai clienti. La pessima sorpresa l'ha trovata sabato mattina: «Sono arrivato al lavoro alle sei e un quarto, come tutti i giorni. Vedo che che il self-service non c'è più. Sparito. Non c'era corrente elettrica, il pavimento danneggiato. Dai filmati delle telecamere si vede come hanno fatto: sono bastati due minuti».

Quei filmati saranno scrutati attentamente dalla polizia: sabato al distributore erano arrivati gli agenti delle volanti.

Stanarli non sarà facile (come sempre): erano quattro, i volti parzialmente coperti, arrivati in via Cremonese su mezzi diversi: due uomini a bordo di un'auto, gli altri due sull'autocarro che avrebbe fatto da ariete. Entrati in azione all'una e 36. Uno s'è messo al volante del Daily, ha inserito la retromarcia e poi a tutta birra addosso alla colonnina del self: buttata giù come un birillo. Volevano la cassaforte, ovviamente. Dopo averla divelta e tagliato i cavi elettrici con una mazza, l'hanno caricata sul camion e sono spariti nel buio.

Fin troppo facile: di notte qui non c'è un'anima, «d'inverno, con la nebbia, non ne parliamo». Quanto denaro c'era nella cassaforte? «Al massimo due-trecento euro - assicura il benzinaio -. Ogni sera, prima di chiudere il distributore la svuoto. Questa non è una strada trafficata: dalle sette di sera all'una in quanti avranno fatto benzina? E poi la maggior parte ormai paga con il Bancomat...».

Cinquanta euro a testa al massimo avrà fruttato la notte di «lavoro» al quartetto ladrone. In compenso hanno lasciato una lunga scia di danni: diecimila, a occhio e croce.

«Ormai è un incubo continuo, se uno ha un'attività non riesce più a sopravvivere. Faccio 'sto lavoro dall'81, sono in questo distributore dal 1995 e mi hanno già derubato 23 volte. Sono stanco...».

Sempre più stanco, allibito da quanto questa gente riesca ad alzare l'asticella: «Il self-service l'hanno “sfatto giù” sette volte in tutto, ma non era mai successo che se lo portassero via. Finora spaccavano, tagliavano... e in due giorni si riusciva a riparare il danno. Così è molto più complicato, bisogna fare la ricostruzione e un'intelaiatura d'acciaio in modo che non possano più sradicare la colonnina. Deve venire il muratore... ci vorrà una quindicina di giorni almeno» .

Altro danno che s'aggiunge. Professionisti delle spaccate, sicuramente. Anche se stupisce un po' la scelta dell'obiettivo: un distributore in mezzo alla campagna non raccoglie cifre stellari. «Si vede che avevano bisogno di soldi - sospira Mancini - ma per noi la situazione sta diventato insostenibile».

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