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La peggio gioventù

Anziano travolto, insultato e poi vendicato a borsettate

11 luglio 2018, 07:00

Anziano travolto, insultato e poi vendicato a borsettate

Chiara Pozzati

Scena prima. Due ragazzi in sella allo scooter – e già qui ci sarebbe da ridire – scalpitano perché scatti il via libera. Il semaforo è quello che spicca tra via Mazzini e via Cavestro e poco importa se un signore sulla sessantina in sella alla bici va nella stessa direzione.

Il ragazzino alla guida – probabilmente non arriva ai 20 anni – si scontra con l'anziano che, solo per miracolo, riesce a rimanere in piedi mentre la ruota anteriore della bicicletta si piega sotto la gomma dello scooter. Fermarsi neanche a parlarne, nemmeno un cenno verso il ciclista spaventato e inferocito. Il centauro prosegue con la sua bella. Ma non finisce qua: la storia riprende in piazza Garibaldi dove la coppia di adolescenti parcheggia e si ferma con alcuni amici. Il 60enne, nel frattempo rimontato in sella al due ruote sgangherato, si lancia all'inseguimento e si avvicina al giovane scooterista. E' lì che ancora una volta esce la peggio gioventù. Il giovane comincia a insultarlo e spintonarlo: «Ma che c… vuoi? Vattene prima che ti spacchi la faccia».

Per essere più convincente brandisce il casco come un'arma. Il ciclista cede e si allontana con lo sguardo basso. C'è poi il colpo di scena all'ultimo atto: un parmigiano che ha assistito alla scena scende dall'auto e prende letteralmente a «borsettate» il ragazzo furioso. Un gesto impulsivo d'accordo, ma inutile fingere che non abbia raccolto consensi dal resto del pubblico solidale col povero anziano. Ecco la cronistoria di quanto accaduto ieri pomeriggio, attorno alle 18 nel cuore del centro. Tutto sarà durato dieci minuti al massimo e a nulla è servito intercettare i vari protagonisti della vicenda.

L'anziano travolto e aggredito se n'è andato mestamente, nonostante gli inviti del cronista a chiedere aiuto alla Municipale. Dopo le borsettate il giovane e il parmigiano si sono scambiati qualche insulto prima di riprendere ciascuno la propria strada. Decisamente inutile anche avvicinarsi alla ragazza che era in sella allo scooter come passeggera: «Non ho fatto niente io. Non ho visto niente», risponde istericamente quando viene chiamata in causa. Però non si può che tornare a parlare dell'arroganza e dell'aggressività che covano molti adolescenti, i cosiddetti ragazzini terribili che a ondate tengono sotto scacco questo o quel quartiere, piazza Duomo, via Garibaldi, le gallerie di via Mazzini e la stessa via Cavour.

Perché in centro – e va detto – ci sono tanti under 18 con la testa sulle spalle e la voglia di una semplice «vasca» in compagnia, ma anche tanti bulli da quattro soldi capaci solo di prevaricare i più deboli. Sono ragazzi di 14 o 16 anni: non lavorano, spesso non vanno nemmeno a scuola e covano un risentimento che sfiora l'odio per i coetanei e gli adulti. Parlano con occhiate torve e minacciose, si muovono in piccoli gruppi e da predatori vigliacchi si avventano sulle vittime, le aggrediscono, le insultano e scappano.

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