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INCIDENTE MORTALE

«Il nostro caro “Iaio”, sensibile e pieno di umanità»

Gli amici ricordano Filippo Aiovalasit, 32 anni, che ha perso la vita in un incidente a Stradella di Collecchio

13 luglio 2018, 07:03

«Il nostro caro “Iaio”, sensibile e pieno di umanità»

LAURA FRUGONI

COLLECCHIO Non l'ha visto, quel camion fermo sul lato della strada buia. Non ha nemmeno cercato di frenare in un disperato, estremo, tentativo di salvarsi la vita.

La vita di Filippo Aiovalasit, 32 anni - il giovane idraulico di Collecchio che aveva un sorriso, una parola gentile per tutti - se n'è andata in un istante, l'altra notte, in uno spaventoso incidente lungo la strada provinciale 15 di Calestano, poche centinaia di metri prima dell’incrocio di via Cavi, nel tratto che collega Stradella e Sala Baganza.

Tratto già maledetto (troppi incidenti, troppo spesso velocità ben oltre i limiti) prima di questa tragedia.

Filippo guidava una Lancia Y ed era uscito per godersi una serata d'estate con gli amici. Intorno a mezzanotte e mezza era sulla provinciale in direzione Sala. Lungo il rettilineo s'era fermato un camionista moldavo, che abita a Montechiarugolo: l'autocarro era in avaria e l'uomo stava aspettando il soccorso stradale. Non si sa da quanto tempo il mezzo fosse fermo sul lato destro della carreggiata, che in quel tratto non è illuminata.

Lo schianto è stato terrificante: la Lancia Y di Aiovalasit si è infilata nel cassone del camion, il giovane è rimasto prigioniero dell'abitacolo ridotto a un groviglio di lamiere.

Il camionista, che era sceso dal camion in attesa del carroattrezzi, ha assistito atterrito all'incidente: con il telefonino ha immediatamente chiamato i soccorsi. Sulla provinciale si sono precipitati un'ambulanza del 118 con l'automedica, i carabinieri di Collecchio con i colleghi di Fornovo e i vigili del fuoco, che hanno lavorato febbrilmente per estrarre Filippo dall'abitacolo: troppo gravi le lesioni riportate nell'impatto, inutili i tentativi di rianimarlo.

La ricostruzione dell'incidente spetterà ora ai carabinieri, i due mezzi sono sotto sequestro. L'ipotesi che prevale è quella della distrazione fatale: il giovane automobilista potrebbe essersi accorto dell'autocarro fermo sul ciglio della strada quando ormai era troppo tardi e infatti sull'asfalto non ci sarebbero segni di frenata. Saranno quindi valutate eventuali responsabilità del camionista: occorrerà capire se quando è sceso dal camion indossasse la pettorina catarifrangente e se fosse stato esposto come previsto il triangolo per segnalare il camion fermo. Gli uomini dell'Arma si sono assunti anche il compito più doloroso: è stato il maresciallo Broccio, comandante della stazione di Collecchio, a presentarsi alla porta della famiglia Aiovalasit, a portare la notizia che nessun genitore dovrebbe sentire.

La necessità di intervenire nelle emergenze stradali per i carabinieri sta diventando un impegno sempre più gravoso. Dall'inizio di questo 2018 hanno rilevato 156 incidenti incidenti stradali: 86 in città e 70 sulle strade extraurbane. Oltre un terzo si è verificato nella fascia serale e notturna, una sessantina a cavallo del weekend.

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