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Inceneritore

Pizzarotti: «Stop all'aumento dei rifiuti da bruciare fino al 2020»

14 luglio 2018, 07:00

Pizzarotti: «Stop all'aumento dei rifiuti da bruciare fino al 2020»

PIERLUIGI DALLAPINA

Il Piano regionale dei rifiuti scadrà nel 2020 e per il sindaco Federico Pizzarotti è doveroso che Iren non aumenti, fino a quella data, i rifiuti bruciati nell'inceneritore di Ugozzolo, in attesa di vedere i risultati della raccolta differenziata che si sta estendendo e potenziando in tutta l'Emilia Romagna.

Sindaco, perché sta proponendo ad Iren di aspettare prima di decidere se aumentare la quantità di rifiuti bruciati?

«Perché grazie alla raccolta differenziata i rifiuti urbani da smaltire sono in calo ovunque e poi il Piano regionale per la gestione dei rifiuti sarà valido fino al 2020, quindi aspettiamo di vedere quale sarà lo scenario a quella data. Nel frattempo, manteniamo fermo l'accordo a 130 mila tonnellate annue bruciate a Ugozzolo, per poi ridiscutere i flussi e gli impegni che dovranno assumersi i vari territori. Inoltre, bisognerà attendere le novità a livello nazionale».

In che modo le decisioni del governo potrebbero influire sul forno di Parma?

«Dato che i rifiuti urbani avviati a smaltimento stanno calando grazie alla differenziata, serviranno provvedimenti legislativi per codificare meglio i rifiuti speciali. Ad esempio, fino a poco tempo fa, materiali come i piatti e i bicchieri di plastica non potevano essere riciclati e quindi andavano a smaltimento. Poi è bastato cambiare una norma, e non la composizione chimica delle stoviglie usa e getta, per trasformarle in riciclabili. Quindi, vediamo quali provvedimenti in tema ambientale adotterà il governo, con la speranza che possano aiutare a ridurre la quantità di rifiuti speciali da smaltire».

Come è possibile che un rifiuto passi da speciale a urbano solo con una legge?

«Molti rifiuti potrebbero essere riciclabili, ma non lo sono per definizioni normative. Le foglie che cadono nei parchi sono definite rifiuto organico e quindi possono essere avviate a compostaggio, mentre le foglie che cadono lungo i viali sono considerate rifiuti speciali e quindi vanno a smaltimento».

Nel frattempo, il Comune cosa può fare per evitare che vengano bruciati più rifiuti a Ugozzolo?

«Il 23 luglio abbiamo convocato in municipio un tavolo con Iren, i rappresentanti delle aziende, dei consorzi del territorio e con la Regione, che ha la competenza della gestione del flusso dei rifiuti urbani, ma non di quelli speciali, che sono quelli provenienti dalle aziende».

Questo incontro in municipio potrà bloccare la decisione di Iren?

«L'amministrazione comunale potrà far sentire la propria voce, una voce che prima era quella di un solista, mentre ora si fonde in un coro di protesta che si è alzato dal territorio. Però tutti insieme potremo esercitare solo una pressione mediatica e psicologica sulle decisioni di Iren, dato che non avremo potere normativo».

Anche se il Comune non può legiferare contro il potenziamento dell'impianto, può comunque esprimere in modo formale la propria contrarietà?

«Nella Conferenza dei servizi noi abbiamo già espresso il nostro parere favorevole all'autolimitazione della quantità di rifiuti bruciati. Aspettiamo che la Regione faccia altrettanto. Sarebbe utile che anche i Comuni di Sorbolo, Mezzani, Torrile e Colorno esprimessero il loro parere formale e che le loro voci si unissero alla nostra a sostegno dell'autolimitazione».

Lei e l'assessore Benassi siete stati i primi a parlare di un possibile potenziamento del forno. In molti hanno condiviso le vostre preoccupazioni. Questa unanimità vi dà forza?

«Qualche anno fa siamo stati i soli a manifestare contro lo Sblocca Italia, che permette agli impianti di funzionare alla massima potenza. Ora siamo contenti che tante realtà si siano unite alla nostra battaglia».

Nel caso in cui la multiutility mantenesse ferma la propria decisione di sfruttare la massima capacità dell'inceneritore, i parmigiani devono temere per la propria salute?

«L'impianto è a norma, è sicuro ed è uno dei migliori d'Italia. Ha le caratteristiche per bruciare 195 mila tonnellate all'anno. Però noi vorremmo che funzionasse al di sotto della massima potenza».

Un modo per scongiurare il potenziamento del forno sarebbe ridurre la produzione di rifiuti. Ma è una prospettiva realizzabile nel breve periodo?

«A Parma la raccolta differenziata è arrivata all'80%, mentre a Reggio sono già al 75%. La legge regionale fissa al 70% la percentuale di differenziata da raggiungere nel 2020. Se questo obiettivo dovesse essere rispettato, il Piano dei rifiuti prevede di far uscire due inceneritori, quelli di Piacenza e di Ravenna, dal ciclo di smaltimento dei rifiuti urbani, che sono i rifiuti di competenza della Regione».

Le alte percentuali di raccolta differenziata hanno portato comunque benefici non solo ambientali.

«La legge regionale ha previsto incentivi per chi differenzia ed è per questo che noi abbiamo portato a casa 700 mila euro all'anno. Però credo che non servano solo i premi, ma anche delle penalizzazioni per quei territori che non differenziano, attraverso multe o sovrattasse».

Iren vorrebbe costruire un nuovo impianto di trattamento rifiuti a Ugozzolo. Siete d'accordo?

«Un impianto simile esiste già al Cornocchio. Se quello nuovo manterrà la stessa capacità di quello esistente non ci saranno problemi, in caso contrario dovremo analizzare le varie modifiche che verranno proposte».

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