Sei in Archivio bozze

Costume

Gli over 70 alla conquista del web

15 luglio 2018, 07:00

Gli over 70 alla conquista del web

Margherita Portelli

Si scatenano sui social, si scambiano foto e video su Whatsapp, navigano in rete con la curiosità di ragazzini. Non solo: acquistano on-line, guardano film e programmi sulla smart tv, pagano i conti con l'home banking.

Dimenticatevi i nonni imbranati che, occhiale calzato in punta al naso ed espressione stranita, faticano persino a mandare un sms con il telefonino, perché oggi terza età fa rima con digitalizzazione ed è sempre più frequente imbattersi in ultrasettantenni che maneggiano con confidenza il loro smartphone e utilizzano quotidianamente il computer.

Il processo di alfabetizzazione digitale di una delle fasce di popolazione da sempre ritenuta a più alto rischio esclusione, a quanto pare, inizia a dare i suoi frutti.

A chi non è capitato di essere chiamato ad «assistere» un famigliare o un conoscente «agée» nella risoluzione di problematiche tecnologiche?

È naturale che chi è nato in un'epoca in cui non c'era nemmeno il telefono in casa, abbia qualche difficoltà in più a fare propri i meccanismi di funzionamento degli strumenti digitali, e spesso abbia bisogno di qualche «aiutino», ma basta un po' di pazienza e i risultati arrivano, eccome.

Al «Punto Servizio Digitale», lo sportello del Comune di Parma nato un anno e mezzo fa alla biblioteca Civica per facilitare l'accesso e la fruizione dei servizi on-line, ci dicono infatti che la maggioranza degli utenti che approfittano del servizio sono over 55.

«Ci sono persone di una certa età più avanti dei giovani nell'utilizzo delle nuove tecnologie – assicura Federica Bonica, volontaria del Servizio Civile che accoglie i cittadini allo sportello -. Lo vediamo, ad esempio, dalle prenotazioni degli eventi della rassegna di incontri per over 55 “Argento Vivo”: quasi tutti si prenotano via mail. Abbiamo organizzato corsi sull'utilizzo di Whatsapp e sulla fruizione degli e-Book, aiutiamo con l'attivazione delle e-mail, l'utilizzo dei motori di ricerca, il download, l'installazione di app sul telefono e la risoluzione di problemi vari come il recupero password e l'attivazione del wi-fi».

Lo fanno per rifuggire un senso di esclusione dalla società e per poter comunicare al meglio con nipotini a famigliari. «Con pratica ed utilizzo riescono senza problemi a destreggiarsi con ogni strumento» assicura l'addetta al servizio.

Sono 126 gli over 55 che nei primi sei mesi del 2018 si sono rivolti allo sportello: dei quali 46 per avere aiuto sulle cosiddette «pillole di informatica» e 69 per l'utilizzo di tablet e e-reader per la consultazione di giornali, e-book, audio e audio-libri. Invecchiare digitali, insomma, è possibile. Ed è anche il modo migliore per mantenersi giovani.

MARIO CAGGIATI

Mario Caggiati, nato a Baganzola nel 1938, ha lavorato nell'edilizia ed è in pensione da ventitré anni. È da sempre appassionato di nuove tecnologie e fu uno tra i primi a Parma ad avere il telefono in macchina, nei lontani anni Ottanta. «Uso il pc da sempre, prima per lavoro e oggi per le ricerche storiche, mio diletto negli ultimi anni – spiega -. Quando si usava il sistema Dos e i programmi venivano commissionati ai sistemisti veniva fornito anche un pacchetto di ore per apprenderne il funzionamento. Con l'avvento di Windows ho frequentato i corsi di informatica allora disponibili alll'Enaip per imparare il pacchetto Office e via via negli anni utilizzando il computer ho preso dimestichezza anche con altri programmi che mi potevano servire, ad esempio quelli per gestire e modificare le immagini». Per lo smartphone all'inizio c'è stata qualche difficoltà. «Poi un po' sbagliando, un po' chiedendo a mia figlia, mi sono impratichito e oggi mi destreggio piuttosto bene – dice soddisfatto -. Il web offre tante possibilità per informarsi, acquistare, gestire il proprio conto corrente senza andare in banca. Sullo smartphone poi ho le app per gestire la mia assicurazione con il monitoraggio del veicolo, quella per i pagamenti dei parcheggi e diverse altre che mi servono per semplificarmi la vita». Per lui l'innovazione è sempre stata sinonimo di opportunità e progresso. «Non si può certo rinunciare alla tecnologia, perché ti semplifica la vita. Mi ricordo ancora quando per lavoro viaggiavo per l'Italia e avevo in macchina non so quante cartine. Ora imposto su Google Maps con il comando vocale il luogo dove voglio andare e il navigatore mi guida in modo chiaro e veloce fino a destinazione. Non è fantastico?».

ISA GUASTALLA

Basta darle un colpo di telefono per capire al volo che la sua confidenza con le tecnologie non ha nulla da invidiare a quella di un nativo digitale. Se per caso perde la chiamata, infatti, nel giro di pochi minuti la professoressa Isa Guastalla «googla» il tuo nome (saggiamente salvato in precedenza), recupera la tua mail e ti scrive per concordare una nuova chiamata. 85 anni, l'insegnante di lettere in pensione, con pc e internet ha un buonissimo rapporto. «Ho imparato a usare il computer da subito, negli anni Novanta, perché una casa editrice per la quale stavo scrivendo delle antologie mi chiese di consegnare i manoscritti tramite dischetti – racconta -. Erano i primissimi computer, quelli in cui bisognava inserire il Dos. Da allora non ho mai smesso di aggiornarmi, anche perché trovo che questi strumenti siano irrinunciabili. Se penso che quando facevo l'Università dovevo prendere un treno e andare a Firenze solo per iscrivermi a un esame, e che oggi, tutto, ma proprio tutto, si riesce a fare comodamente dalla propria scrivania, non posso che esserne entusiasta». La professoressa usa l'home banking, in rete paga l'assicurazione e le bollette, oltre a sbrigare mille altre faccende con immediatezza. «Ecco perché credo che, specialmente per chi ha una certa età, il digitale e la tecnologia possano essere una benedizione e far risparmiare tempo e inutili sforzi» assicura. La velocità con cui questi strumenti si rinnovano non deve spaventare. «Credo che ormai non se ne possa più fare a meno, soprattutto nelle scuole».

LUISA MANNA

Luisa Manna, docente di educazione fisica in pensione, utilizza smartphone, tablet e computer. Grande appassionata di danze etniche – che pratica sia nelle vesti di allieva sia in quelle di insegnante – è anche per amore della musica e del ballo che ha perfezionato la sua capacità d'utilizzo delle nuove tecnologie. «Cominciai a scuola, quando si tenevano i primi corsi di informatica una ventina di anni fa – racconta l'insegnante, ottant'anni -. Poi mi sono mantenuta aggiornata un poco alla volta da sola e ho imparato ad utilizzare vari strumenti: lavorando con la musica, ho cominciato ad impratichirmi anche con i programmi del computer utili a gestire e a tagliare i file audio». Usa correntemente Whatsapp, per comunicare al meglio con il suo gruppo di ballo («di ultrasettantenni che utilizzano questi strumenti ce ne sono diversi») e scrivere ad amici e famigliari. È presente sui social, ma in maniera piuttosto passiva. «Ho il profilo Facebook, ma lo utilizzo soprattutto per rimanere informata – precisa -: non amo molto mettermi in mostra e condividere con tutti i miei momenti». La tecnologia, dal suo punto di vista, ha – come ogni cosa – un doppio risvolto. «Si tratta di strumenti davvero utilissimi nella quotidianità, principalmente perché consentono l'immediatezza nella comunicazione – conclude -, ma possono chiaramente essere allo stesso tempo pericolosi, nel momento in cui se ne fa un uso improprio».

FRANCO MASOTTI

L'importanza di mantenersi allenati. È Franco Masotti, settantotto anni, a spiegarci che ad una certa età - oltre ad essere abbastanza impegnativo apprendere come utilizzare le nuove tecnologie - è assolutamente indispensabile continuare ad «allenarsi» ogni giorno, altrimenti si rischia di perdere per strada tutte le capacità che, un po' alla volta, si sono acquisite. «Io nella vita ho fatto l'elettrauto, ma anche molti altri mestieri (il fabbro, l'elettricista, il riparatore di radio e tv), quindi ho sempre appreso cose nuove – racconta -. Allo smartphone mi sono avvicinato per rimanere in contatto al meglio con un caro vecchio amico di Bolzano che mi propose questo strumento per comunicare più agevolmente. Così, a Natale i miei figli me lo hanno regalato e, un po' alla volta, grazie al loro aiuto e a quello dei nipoti, ha imparato ad utilizzare Whatsapp, per scambiarmi fotografie e video con il mio amico». È bastato, però, smettere di utilizzare l'applicazione per qualche tempo, che Masotti non era più capace. «Funziona così: impari, poi scordi, chiedi, ci riprovi, richiedi, ci riesci, ti dimentichi di nuovo – ride il pensionato -. Di certo si tratta di strumenti che facilitano parecchio la comunicazione, e non solo, per questo insisto». E il computer? «Non ho mai voluto imparare, mi basta lo smartphone, aggiunge -. In fondo, ci sono tante altre cose belle oltre alla tecnologia cui dedicarsi, anche alla mia età».

SILVIO MALAGUTI

Silvio Malaguti, ottanta primavere trascorse a Fidenza, usa quotidianamente tablet, smartphone e computer. Dopo una vita passata a lavorare in officina come meccanico, nei diciassette anni che sono trascorsi dal momento della sua pensione, non è certo rimasto con le mani in mano e, un po' alla volta, ha imparato ad utilizzare internet, le e-mail e vari tipi di app. «Io sono volontario all'Avis e così capita che ne approfitti per farmi dare qualche dritta quando in associazione ci sono ragazzi e ragazze “nativi digitali”: mi aiutano con le piccole cose che non capisco e mi consigliano qualche trucchetto» spiega Silvio, che oltre a darsi da fare con gli strumenti di ultima generazione, ama andare a fare delle lunghe camminate in montagna. «Sono soddisfatto di quello che ho imparato, perché riconosco che si tratta di conoscenze davvero utili nella quotidianità – aggiunge -: dall'immediatezza dei messaggi ai pagamenti online, fino alla possibilità di essere aggiornati e rimanere in contatto costante con amici e famigliari». Facebook lo usa e ogni tanto condivide ricordi, idee e foto delle gite in montagna con i suoi quasi duecento amici. «Niente di speciale insomma – minimizza -, i social un po' alla volta sono entrati a far parte della quotidianità di tutti noi, anche di chi ha qualche anno in più».

GUIDO RAVASINI

Guido Ravasini, alla soglia degli ottantacinque anni, è quello che si dice un «nonno digitale». È insieme ai suoi nipoti, alcuni dei quali vivono all'estero da alcuni anni, che ha imparato tutti i segreti dello smartphone. Con loro, la famiglia e gli amici, comunica grazie a Whatsapp e condivide foto, video e messaggi vocali. Ex autista di autobus, in pensione da diversi anni, Ravasini non si è dato per vinto di fronte alle iniziali resistenze di chi diceva «alla tua età forse sarebbe troppo difficile imparare». «Fu mia nuora Renata a regalarmi lo smartphone, qualche anno fa, dopo che lo “sgolosavo” da un po' – racconta soddisfatto al telefono, dopo un primo contatto in chat -. Lo trovo uno strumento davvero utilissimo, in grado di agevolare parecchio la comunicazione per chi, come me, vuole rimanere in contatto anche con chi è lontano». Un po' alla volta, e senza eccessiva difficoltà, ha scoperto i trucchetti del suo telefono e oggi non ne potrebbe più fare a meno. «Ricordo che quando ancora non ce l'avevo, mi stupivo con mia moglie Dina nel vedere la gente che camminava per strada a testa bassa, tutti sempre immersi nel proprio cellulare. Ora, temo di essere un po' così anch'io» dice ridendo. Di sicuro Ravasini – un vulcano di energia con mille passioni da coltivare – non rischia di farsi annullare dallo smartphone, che invece utilizza con la necessaria curiosità. «È grazie ai miei nipoti se mi sono mantenuto aggiornato, e adesso sono loro i primi a esserne contenti» conclude. Un bell'esempio di come una buona dose di pazienza - per i più giovani spesso chiamati a fare da «tutor» digitali a chi ha qualche primavera in più - possa portare a degli ottimi risultati.

LILIANA TANZI

Smartphone, social network, mail e internet. Liliana Tanzi – una vita trascorsa a lavorare come impiegata in Università e a darsi da fare nel volontariato – con la pensione non ha certo rischiato di rimanere indietro e, dalle nuove tecnologie, non è affatto spaventata. Nocetana, settantuno anni, grazie a computer e telefono, Liliana rimane in contatto con le amiche (i gruppi Whatsapp non mancano) e si informa. «A suo tempo avevo fatto un corso di informatica qui in paese, ma la maggior parte delle cose le ho imparate sul campo, e devo dire che tutt'ora, ogni tanto, mi faccio aiutare dai miei figli, e dai nipotini che, pur essendo ancora piccoli, hanno una naturale predisposizione – spiega -. Difficoltà? Naturalmente ogni tanto qualche ostacolo si presenta: per esempio mi era capitato per sbaglio di attivare qualche servizio a pagamento con in telefonino o di avere problemi con il recupero password. In quei casi ci si affida alla pazienza di chi ne sa più di noi». Un'oretta ogni giorno, almeno, tra Facebook, internet e Whatsapp la trascorre. «Facebook è diventato anche una fonte di notizie in tempo reale – sottolinea -, anche se ho imparato che bisogna stare in guardia da bufale e fake news. Di certo, è strategico per rimanere aggiornati sulle attività delle realtà che mi interessano e mi è servito a ritrovare vecchie amiche. Credo che, in generale, le tecnologie possano essere utilissime per chi ha una certa età, anche perché quando si esce dal mondo del lavoro spesso si rischia di perdere alcuni rapporti e di sentirsi un po' isolati, invece in questo modo ci si mantiene in contatto, si condividono momenti. Sui gruppi Whatsapp, ad esempio, ci si dà il buon giorno o la buona notte».

CARLO ALBERTO DE CARLI

Non è certo un fan dei selfie e della condivisione ad ogni costo, Carlo Alberto De Carli, ma sui social ha deciso di non mancare. Settantadue anni, in pensione da sette, per tutta la vita ha svolto la professione di geometra libero professionista. Oggi si dà da fare nell'associazionismo del suo paese, Torrile, e si diverte con ogni tipo di innovazione digitale: ha la smart tv, sta dietro alle spese di casa con l'home banking, utilizza quotidianamente e-mail, Whatsapp e Facebook. «Ho imparato a usare i computer nel 1992, avevo un 286, lo ricordo ancora – spiega -. Da allora ho sempre cercato di rimanere aggiornato. A lavoro utilizzavo programmi di disegno e contabilità, perché credo che la frase “so usare il computer” di per sé non voglia dire niente: dipende cosa sai fare e con quali programmi». Oggi De Carli continua ad usare smartphone e computer quotidianamente. «Cerco di non passarci delle ore, ma inevitabilmente si tratta di strumenti dei quali non si riesce più a fare a meno – sottolinea -. Mi spiego meglio: se le banche stanno chiudendo molte filiali è perché inevitabilmente si sta andando nella direzione di gestire conti e spese direttamente da casa e decidere di starne al di fuori non è possibile». Sui social è presente, ma non protagonista. «Non mi piace molto condividere cose mie – ammette il pensionato – e anche sulle notizie sto molto attento: in passato mi è pure capitato di essere stato “bacchettato” dai famigliari per aver abboccato ad una fake news». E una mano, inevitabilmente, i componenti più giovani della famiglia sono chiamati a darla. «Ad esempio quando la posta mi si riempie di spam» sorride... sempre di piccole incombenze domestiche si tratta.

CORINA CARRA

Non una, ma ben due pagine Facebook! Sono quelle che gestisce con assiduità Corina Carra, splendida neo 80enne che vive a Pilastro e gestisce ancora con brio (avete capito bene) un bellissimo negozio di abbigliamento a Felino. Corina cura infatti la pagina Fb della sua attività commerciale e poi ha anche una pagina personale. «Non è stato facile avvicinarmi alle tecnologie - confessa Corina -, ma adesso me la cavo abbastanza e, quando non si blocca e mi fa perdere la pazienza, lo trovo anche divertente». Tutto è cominciato il giorno di Natale di qualche anno fa, quando i suoi figli Gabriele e Gianluca le regalarono uno smartphone. «Subito l'ho tenuto un po' nel cassetto, mi intimoriva, pensavo che non avrei mai imparato ad usarlo, Poi ho cominciato a prendere confidenza, provando e sbagliando e riprovando... Ma giravo sempre con il caro vecchio telefonino con me!». Adesso Corina usa tranquillamente Watsapp, dove chatta con le amiche, ma lo usa anche per motivi più pratici. «Ad esempio, quando chiedo a uno dei miei figli di farmi la spesa, mando la lista di quello che mi occorre su Watsapp, è molto comodo. E poi è perfetto per mettersi d'accordo per uscire senza fare troppe telefonate...». Su Facebook invece, Corina posta le novità del suo negozio e gli annunci delle iniziative in corso, come sconti o promozioni. Mentre sulla pagina personale ama dare il buongiorno agli amici con le fotografie delle sue splendide rose. «E anche con quelle dei miei nipotini» aggiunge con un sorriso che la illumina tutta, come succede sempre quando nomina i suoi piccoli tesori, Giacomo e Noemi. E ovviamente una loro foto non poteva non essere sullo screensaver del cellulare. Cuore di nonna, anche se molto social.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal