Sei in Archivio bozze

TAR

Il prof fa attività privata: «Restituisca 77mila euro»

15 luglio 2018, 07:02

Il prof fa attività privata: «Restituisca 77mila euro»

Georgia Azzali

Professore a tempo pieno dell'Università. Ma dal 2003 al 2009 Stefano Guizzardi, docente di Istologia a Medicina, ha anche lavorato per alcune aziende private. Peccato, però, che la legge non lo consenta se si ha - come in questo caso - un rapporto di esclusività, senza deroghe o autorizzazioni specifiche. Così, nel 2012, l'Ateneo di Parma era passato all'incasso disponendo il recupero di 77.302 euro, ossia la somma che in quegli anni Guizzardi avrebbe indebitamente percepito. Un provvedimento che aveva spinto il docente a rivolgersi al Tar, ma il tribunale amministrativo ha rigettato il ricorso. I vari motivi messi nero su bianco nell'impugnazione sono stati ritenuti «infondati», anche se il caso non è chiuso perché la difesa farà ricorso al Consiglio di Stato.

Era stata una serie di accertamenti della Guardia di finanza a far partire l'iter. L'Università, infatti, pur avendo archiviato il procedimento disciplinare contro Guizzardi nel 2011, l'anno successivo, con un decreto del rettore, era passata al recupero dei soldi. Nel ricorso la difesa del docente aveva messo in evidenza - tra l'altro - che il versamento delle somme percepite sarebbe dovuto gravare sul «soggetto privato che eroga i compensi e solo in subordine sul dipendente pubblico». Insomma, in primis sarebbe spettato alle aziende con cui Guizzardi aveva collaborato sborsare i soldi, perché nessuna norma consentirebbe di recuperare la differenza tra quanto dovuto per il regime a tempo pieno e quello a tempo definito. Secondo il Tar, però, che cita la norma del 2001 sugli incarichi non autorizzati dei dipendenti pubblici, «in caso di inosservanza del divieto... il compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte deve essere versato a cura dell'erogante o, in difetto, del percettore, nel conto dell'entrata del bilancio dell'amministrazione di appartenenza del dipendente per essere destinato a incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti».

La difesa aveva poi rimarcato come la restituzione di quei 77mila euro «presupporrebbe un danno arrecato all'Università», mentre Guizzardi non sarebbe mai venuto meno ai suoi doveri, non saltando lezioni, esami o riunioni. Ma anche questo rilievo è infondato, secondo i giudici del Tar, perché le attività svolte da Guizzardi «peraltro non occasionali ma continuative - si legge nella sentenza - sono incompatibili con il regime (a tempo pieno, ndr) prescelto, a nulla rilevando la circostanza che al ricorrente non sia contestato di essere venuto meno ai propri doveri».

Ora, quindi, spetterà al Consiglio di Stato decidere se quei 77mila euro dovranno essere restituiti al prof.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal