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Lutto

Bersellini, il macellaio innamorato della Cittadella

16 luglio 2018, 07:00

Bersellini, il macellaio innamorato della Cittadella

LORENZO SARTORIO

Faceva parte di quella sparuta pattuglia di podisti antelucani che (piova, nevichi o tempesti) tutte le mattine attendeva che il portone della Cittadella si aprisse per potere fare il quotidiano allenamento. Luciano Bersellini, figura molto popolare e stimata in città, è deceduto nei giorni scorsi all'età di 84 anni. Fino a poco tempo fa, prima che la malattia lo aggredisse, quella di Luciano, era un'età solo anagrafica perché la sua prestanza fisica era ancora atletica e possente. Nativo di Torrile, di famiglia contadina del posto (ricordava con orgoglio la sua mamma che andava a spigolare nei campi), molto giovane fu assunto al Macello di Fidenza per poi passare in quello di Parma dove rimase una vita intervallando il lavoro di macellatore con quello di macellaio nella macelleria di via Trento di proprietà della Cooperativa Macellatori. Persona gentilissima, tratto del vero signore, una simpatia contagiosa, una parlata parmigiana faconda ed allegra, battuta arguta e sempre pronta, ovviamente in «djalètt pramzàn», Luciano, per i frequentatori della Cittadella, era divenuto, con lo «sceriffo» del parco Adriano Catelli, un punto di riferimento. Per alcuni il fratello maggiore, per altri, il nonno per via della sua saggezza, del suo equilibrio, di quella straordinaria capacità di stare insieme alla gente rendendosi subito simpatico e mostrandosi affidabile. Amava tantissimo Parma, le tradizioni popolari della nostra gente, la nostra cucina e, da provetto macellaio, a volte, era egli stesso che preparava gli arrosti farciti che poi cucinava la moglie. Non mancava mai alla «scala 40» al circolo Castelletto come pure al circolo di «Pisonär» di strada Mercati. Ma il passatempo che preferiva era sicuramente il ballo liscio. Ed, allora, con la moglie Violetta ed altri amici, in estate, non mancava di recarsi nelle varie feste popolari dove si esibivano le più note orchestre di liscio. Lavoratore come pochi, amava tantissimo la terra ed era pure un esperto giardiniere tant'è che il vasto giardino del suo condominio, per anni, fu accudito proprio da Luciano il quale non lasciava nulla al caso curando anche i minimi particolari. Era molto legato alla famiglia : alla moglie Violetta, ai figli Corrado e Massimo, agli adorati nipoti Manuela, Matteo, Gianluca, Veronica e Sofia ed alle nuore Stefania e Simona. Tifosissimo del «suo» Parma, andava molto orgoglioso del nipote Matteo che, per qualche tempo, militò nelle file giovanili crociate come promettente portiere. I funerali si svolgeranno oggi alle 14.45, partendo dalla Casa di Cura Città di Parma per il Tempio di Valera.

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