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MARTORANO

Spara alla moglie e si getta nel vuoto: lei è salva per miracolo, lui è in Rianimazione

16 luglio 2018, 07:03

Spara alla moglie e si getta nel vuoto: lei è salva per miracolo, lui è in Rianimazione

LUCA PELAGATTI

La giornata di sabato Carlo Pibiri l'ha passata con la famiglia al mare, dalle parti di Sarzana. E tutto sembrava quasi perfetto come sempre quando ci si gode il sole e la spiaggia, il pranzo in compagnia e le risate. Una manciata di ore dopo di quella spensieratezza non è rimasto più nulla, spazzata via da un colpo di pistola che l'uomo ha sparato in pieno volto alla moglie Annamaria. Prima di lanciarsi nel vuoto dal secondo piano, cercando di farla finita con una vita che, all'improvviso, aveva iniziato a non sopportare più.

Ora Carlo Pibiri è ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di Rianimazione del Maggiore ed è in stato di fermo mentre la moglie è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per ricostruirle la mascella. I figli della coppia, invece, increduli e stravolti, si stringono nelle spalle ripetendo, con un filo di voce: «Non riusciamo a capire cosa gli sia successo, perché l'abbia fatto».

Una domanda senza risposta visto che, certamente, non basta per spiegare un simile dramma quello che dicono ora i familiari che parlano di un disagio recente, di una rabbia sorda che nell'ultimo periodo ha travolto quel 66enne dal carattere chiuso. Che forse non ha avuto la forza di chiedere aiuto.

Quello che è certo è che l'uomo, nato in provincia di Cagliari ma da 14 anni residente con la famiglia in strada Argini Enza, dove gestisce un'azienda agricola, ieri mattina poco dopo le 5, ha preso una pistola, detenuta in maniera illegale - e ha sparato un colpo alla moglie Annamaria Parmeggiani, di 52 anni ferendola gravemente al volto.

Lo sparo ha svegliato i figli della coppia, due ragazzi di una ventina d'anni che sono accorsi e si sono trovati davanti il padre ancora con la pistola in mano. E con lo sguardo di chi sembra non vedere quello che ha intorno. Perché con la mente è ormai troppo lontano

«Istintivamente ci siamo lanciati su di lui, abbiamo cercato di disarmarlo - ha raccontato uno dei due ragazzi. -Io l'ho bloccato al corpo e mio fratello gli ha alzato il braccio per poi strappargli l'arma. Ma in quel momento ha esploso un secondo colpo che si è conficcato nel soffitto».

Due contro uno, è stata una colluttazione durata per fortuna solo qualche istante. Poi i figli sono riusciti a strappare la pistola, nascondendola, mentre il padre, fuori di sè, quasi come una sfida ripeteva «chiamate pure la polizia, fate quello che volete».

Quindi l'uomo è scappato dalla propria casa correndo verso la grande villa che si trova a poca distanza dall'azienda agricola e si è barricato all'interno. I figli, nel frattempo, hanno chiesto aiuto: in strada Argini sono arrivati gli uomini delle volanti della questura e i soccorritori del 118 che hanno stabilizzato sul posto la donna, che non ha mai perso conoscenza. E l'hanno quindi portata all'ospedale dove i chirurghi erano già pronti per intervenire.

Intanto gli agenti della polizia sono stati costretti a sfondare le porte della villa per cercare di raggiungere lo sparatore ma Pibiri, nel frattempo, si era rifugiato al piano superiore minacciando di lanciarsi: uno degli agenti ha cercato di farlo ragionare, ha provato in ogni modo a calmarlo e spingerlo a ritornare al piano inferiore. Ma prima che i vigili del fuoco, allertati dalla centrale operativa del 113, potessero a loro volta intervenire apprestando i materassi che si usano in questi casi, l'uomo si è lanciato nel vuoto. Cadendo per oltre sei metri. Anche per lui è iniziata così la corsa a sirene spiegate verso il Maggiore ma mentre per la moglie, nel corso della giornata, i medici, dopo l'intervento, hanno potuto manifestare un cauto ottimismo, le condizioni dell'uomo sono ancora gravissime. E ora lotta tra la vita e la morte.

Ovviamente sul posto del tentativo di omicidio-suicidio sono arrivati anche gli investigatori della Mobile che insieme al personale delle Volanti ora dovranno cercare di ricostruire l'accaduto e provare a chiarire i motivi di questo gesto.

I figli hanno raccontato che nell'ultimo periodo il padre era apparso particolarmente nervoso, agitato, perennemente sospeso tra momenti di gioia e scoppi improvvisi di ira. Come se un dolore lo stesse torturando senza sosta. E forse è proprio questo malessere che ha minato l'uomo spingendolo a premere il grilletto.

«Prima del colpo non abbiamo sentito nulla, né grida né altri suoni», ha concluso il figlio. E questo fa pensare che quella decisione assurda Pibiri l'abbia presa nel silenzio della notte, rimuginando chissà quale sofferenza da cui non trovava una via d'uscita.

Quando ha sparato il sole non era ancora sorto. Ma forse per lui, nel profondo del proprio animo, il buio ormai era diventato troppo profondo per essere sopportato.

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