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Il caso di strada Argini Enza

Dopo il colpo di pistola, l'aggressione con un forcone

17 luglio 2018, 07:03

Dopo il colpo di pistola, l'aggressione con un forcone

LUCA PELAGATTI

Prima la pistola con cui le ha sparato in pieno volto. Poi, dopo essere stato disarmato dai due figli, ha afferrato un forcone e ha cercato di raggiungere di nuovo la moglie. Per ferirla ancora, per infierire. Per uccidere la donna con cui ha diviso la vita. E che ora, chissà perché, era diventata il nemico da abbattere.

Emergono nuovi dettagli sul tentativo di omicidio-suicidio avvenuto all'alba di domenica in una azienda agricola di strada Argini Enza. E sono circostanze che rendono, se possibile, ancora più sconcertante l'accaduto.

Gli uomini delle Volanti della questura, intervenuti subito dopo l'aggressione, hanno infatti ricostruito quei drammatici momenti sulla base delle testimonianze dei figli della coppia che hanno assistito all'aggressione della madre. E alla successiva caduta del padre dal tetto.

Secondo questi riscontri l'uomo, il 66enne Carlo Pibiri e la moglie Annamaria Parmeggiani, di 52 anni, hanno iniziato a litigare nella loro stanza prima dell'alba. Impossibile sapere quale sia stata la causa della discussione ma è invece certo che la donna, spaventata, è fuggita nella stanza delle figlie dove è stata raggiunta dal compagno armato di pistola - posseduta illegalmente e anche con la matricola abrasa - che ha sparato mirando al volto.

A quel punto, svegliati dallo sparo e dalle grida delle sorelle, sono arrivati gli altri due figli della coppia, due ragazzi poco più che ventenni, che hanno disarmato l'uomo che tuttavia, in quei secondi concitati, ha premuto di nuovo il grilletto. Ma il colpo, per fortuna, si è infilato nell'intonaco del soffitto. I ragazzi, sconvolti, hanno provato a fare ragionare l'uomo che tuttavia, in preda ad un raptus, è riuscito a divincolarsi e a recuperare un forcone con il quale ha cercato di raggiungere di nuovo la stanza delle figlie per colpire la compagna. Ancora una volta però l'intervento dei ragazzi ha evitato il peggio. E l'uomo è fuggito mentre i poliziotti, subito accorsi, hanno cercato di proteggere gli operatori del 118 che cercavano di soccorrere la donna da possibili altri colpi di arma da fuoco. In quelle circostanze infatti non era possibile stabilire se Pibiri fosse in possesso di qualche altra arma e quali fossero le sue intenzioni.

Quelli che sono seguiti sono stati animi concitati e di paura: Pibiri, evidentemente fuori di sè, si è prima barricato nella villa padronale che confina con l'azienda agricola e ha ingerito del detersivo urlando di volersi suicidare. Poi, mentre i poliziotti cercavano di forzare le porte per andare a prenderlo ed impedirgli un gesto sconsiderato, è caduto nel vuoto da quasi otto metri di altezza. Gli agenti sul posto avevano invano cercato di farlo ragionare ma non hanno potuto nulla di fronte alla disperazione che aveva, evidentemente, tolto ogni lucidità all'agricoltore che, secondo il racconto dei familiari, di recente aveva espresso un malessere profondo. Tanto che nei giorni precedenti era stato visitato dal medico di famiglia e da uno specialista. Ma nemmeno lo psichiatra aveva potuto cogliere quella nube di dolore che lo stava imprigionando e che lo ha spinto a sparare per uccidere. Decidendo che anche per lui la vita era ormai solo un peso.

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